Sleeping With Sirens – Recensione: How It Feels to Be Lost

A dispetto di quanto possa far pensare il titolo, “How It Feels to Be Lost” non rappresenta un momento di smarrimento per gli Sleeping With Sirens. La band, che dal 2009 propone uno stile contaminato tra pop, rock e metal, ha ritrovato la sua strada dopo il precedente Gossip uscito due anni fa.
Nel 2019 dimostrano che è possibile ritornare alle origini accontentando i fan di vecchia data, tenendo però anche conto delle nuove tendenze musicali. Sono stati i Bring Me The Horizon ad aprire la strada alla sperimentazione all’interno del metalcore ed è molto probabile ipotizzare che si siano ispirato a loro, in particolare ai brani tratti da “That’s The Spirit” per quanto riguarda la traccia omonima dell’album e alla carica di “MANTRA” per quanto riguarda la seguente “Agree to Disagree”. Infine, anche “Never Enough” sembra essere tratta dal recente “amo” del gruppo di Sheffield e rappresenta l’unica collaborazione dell’album: un featuring con il cantante dei Good Charlotte, Benji Madden, che, nonostante la buona prestazione vocale, si rivela non essere così indispensabile alla realizzazione della traccia.

La situazione in casa Sleeping With Sirens ha visto alcuni cambiamenti: il chitarrista Gabe Barham ha abbandonato dopo l’uscita di Gossip e il nuovo lavoro è stato affidato alla casa discografica Sumerian. Zakk Cervini e Matt Good sono i produttori che hanno avuto il compito di fondere metal, pop, rock con elementi elettronici. A fare lo stesso sono stati anche gli inglesi Asking Alexandria negli album passati, ma soprattutto in brani come “Into the Fire”, tratto dal selftitled uscito nel 2017. “Another Nightmare” e “Medicine (Devil in My Head)” sono le dimostrazioni più lampanti di questa contaminazione. L’aspetto più emo, invece, emerge in brani come “Ghost”, di tematica dark; “Blood Lines”, un inno agli adolescenti che si sentono diversi ed oppressi dalla famiglia e “P.S. Missing You”, che aggiunge una nota melodica all’album ma che probabilmente verrà considerata la traccia meno significativa.

Con questo lavoro gli Sleeping With Sirens si dimostrano in grado di evolvere e mutare in base ai cambiamenti musicali, mantenendo la propria originalità e allo stesso tempo dando prova di ecletticità. La cifra stilistica che li distingue è sempre l’inconfondibile voce di Kellin Quinn, che alcuni possono amare, mentre altri possono trovare quasi fastidiosa. “Leave It All Behind” è una delle tracce che rimane maggiormente impressa nella mente e sancisce il ritorno ad un passato grintoso. Anche “Break Me Down” potrebbe essere etichettata come “old school”, con un finale che si presta al mosh pit, motivo per il quale la considero la canzone più aggressiva di questo lavoro in studio. Per bilanciare tutta la carica e l’energia del disco gli Sleeping With Sirens decidono di concludere “How It Feels to Be Lost” con un brano più melodico e tranquillo, ovvero “Dying to Believe”: un ulteriore inno, ma questa volta per chi si sente realmente perduto e ha bisogno di qualcuno che possa credere in lui.

Il sesto album della loro carriera è proprio quello di cui i fan avevano bisogno: energico, fresco, coinvolgente e innovativo. Questo è il modo in cui gli Sleeping With Sirens rispondono alla richiesta di originalità nel 2019.

Etichetta: Sumerian Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Leave It All Behind 02. Never Enough (ft. Benji Madden) 03. How It Feels to Be Lost 04. Agree to Disagree 05. Ghost 06. Blood Lines 07. Break Me Down 08. Another Nightmare 09. P.S. Missing You 10. Medicine (Devil in My Head) 11. Dying to Believe

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