Slap Guru – Recensione: Umanshi’s Odyssey

Gli Slap Guru sono una band italo spagnola dedita ad un classic rock dalle tinte hard, psichedeliche con qualche influsso stoner, ma sempre all’insegna degli anni ’70. Attiva dal 2015, dopo il debutto per l’italiana Andromeda Relix ed un secondo disco per l’etichetta svizzera Sixteentime Music, arriva in questo 2020 con un terzo lavoro, dopo aver calcato palchi un po’ in tutta Europa ed aver italianizzato ulteriormente la formazione, con l’ingresso di Andrea Ballini alla chitarra e Matteo Nigel Lonardi al basso, che affiancano i membri fondatori Willy Goatin alla chitarra e voce e José Medina Portero alla batteria.
La narrazione del disco è un concept basato sull’omonima novella, scritta dall’ex chitarrista Alberto Martin Valmorisco, e la musica è influenzata dai vari umori e dalle situazioni in essa narrate, dove ogni brano rappresenta un capitolo.
L’apertura è affidata ad “Acid One”, un hard rock che fonde radici hendrixiane con armonizzazioni delle chitarre vicine ai primi Scorpions. “Dark Militia” spinge il piede nell’acceleratore avvicinandosi a sonorità stoner, peraltro non estremizzate, e “Siderum Fatum” è caratterizzata da atmosfere dilatate e riflessive che sfociano in pesanti riff doom con linee vocali laceranti. L’affascinante e complessa “The Night With It’s Spells” parte da riff hard blues per poi articolarsi in atmosfere a tratti cupe e dissonanti, con numerosi cambi di tempi e umori che creano un contrasto notevole con la tiratissima e ben più diretta “Erkil”, per poi tornare a blues e psichedelia nel brano successivo. Chitarre acustiche e testo recitato introducono “My Shadow Kill”, che si sviluppa in momenti prog densi di suggestioni orientali e psych. Base musicale proto metal e linee vocali psichedeliche caratterizzano invece “The Blind Polifemo”, mentre la successiva “The Plastic Island” combina linee vocali west coast con una base musicale fra prog, hard e psichedelia. Il finale è affidato a “Meeting The Mermaids”, brano dal sapore psichedelico e orientaleggante, con tanto di suono di sitar.
In complesso un lavoro di grande interesse, vario e ben suonato, che appoggiandosi ad un sound e un modo di sentire la musica decisamente seventies, si articola con libertà in mille sfumature, in un risultato finale che dimostra capacità di scrittura e personalità, elementi non sempre facili da trovare, ma che in questo “Umanshi’s Odyssey” sono la spina dorsale dell’intero disco.

Etichetta: Sixteentime Music

Anno: 2020

Tracklist: 01. Acid One 02. Dark Militia 03. Siderus Fatum 04. The Night With It’s Spells 05. Erkil 06. Who Can Say Its Night 07. My Shadow Kills 08. The Blind Polifemo 09. The Plastic Island 10. Meeting The Mermaids
Sito Web: https://it-it.facebook.com/slapguru/

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