Fragments Of Unbecoming – Recensione: Skywards – A Sylphe’s Ascension

Tedeschi, tecnicamente preparati, discreti nella composizione, ma assolutamente inutili. Con queste poche parole si potrebbero liquidare i Fragments Of Unbecoming, una band votata alla clonazione del sound svedese dei primi Dark Tranquillity e affini con tanta dedizione da essere quasi divertente. Anche perché ascoltando il lavoro in questione si capisce di non aver a che fare con degli sprovveduti e prende corpo il dubbio che ci sia una punta di malizia nel modo tanto classico di proporsi. La ricostruzione dell’ambiente è curatissima: ci sono le chitarre acustiche(‘Up From The Blackest Of Soil’ che si collega alla conclusiva ‘Life’s Last Embers’), i suoni cupi e le melodie malinconiche, le accelerazioni improvvise e i cambi di tempo repentini. Quello che si dice una lezione imparata a memoria: ‘Skywards’ si differenzia veramente poco da ‘Skydancer’, solo una spruzzatina di brutalità (‘Fear My Hatred’ ad esempio) e qualche ritmica thrash più spinta (nella direzione comunque dei primi Soilwork) ci fanno rendere conto di non aver infilato nel lettore il disco sbagliato. Se per voi la totale mancanza di freschezza e personalità nel songwriting non è un problema fateci un pensiero. Altrimenti lasciate perdere.

Voto recensore
5
Etichetta: Metal Blade / Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist: 01. Up From The Blackest Of Soil
02. The Seventh Sunray Enlights My Pathway
03. Shapes Of The Pursuers
04. Skywards-A Sylphe's Ascension
05. Mesmerized
06. Entangled Whispers In The Depth
07. Evensong
08. Scattered To The Four Winds
09. On A Scar's Edge Infinity
10. Lour Pulse
11. Fear My Hatred
12. Life's Last Embers

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