Skold – Recensione: Never Is Now

Tim Skold dai più viene ricordato per essere stato un componente della formazione dei Marilyn Manson, prima in veste di produttore del singolo “Tainted Love” nel 2001 e poi dall’anno successivo in forza nella band in veste di sostituto del dimissionario bassista Twiggy Ramirez fino al 2007, ma la carriera del polistrumentista  svedese è molto più lunga e prestigiosa. I glamster più incalliti non possono certo scordarsi di una formazione seminale come quella dei Shotgun Messiah con cui Skold ha militato dal 1989 al 1993 e di un album fondamentale come “Violent New Breed” a cui è seguita anche una sua carriera solista sfociata nell’omonimo album di debutto del 1996.

Da allora Skold ha continuato a lavorare in molte altre band di prestigio come i KMFDM oltre a dedicarsi ai suoi solo album e ad esibirsi dal vivo con i The Newlydeads di Taime Dawne alternando tutte queste attività alla sua carriera di produttore, da ricordare anche il suo lavoro nei Motionless In White. A tre anni di distanza da “The Undoing” ritroviamo il talentuoso artista svedese con un nuovo album di zecca intitolato “Never Is Now” che contiene quindici tracce di industrial davvero irresistibili caratterizzate da ritmi alle volte frenetici e trainanti come nel caso di “Pharmaceuticals” e o nella Nine Inch Nails-oriented “Ravenous” ad altri più sinuosi e ficcanti come nel caso dell’iniziale titletrack e “Small World”.

Roses” è sicuramente il pezzo vincente dell’intero lavoro in cui un sapiente uso dell’elettronica si incastra alla perfezione ai riff di chitarra viziosi e ad un ritornello catchy ed irresistibile al punto giusto a cui segue la più sorniona e Mansoniana “Please Remain Calm”. “In Another Life” è decadente e danzereccia quanto basta, mentre le linee vocali ed energiche sostengono a dovere il pezzo e lo rendono molto dinamico a cui segue la trascinante “This Is The End” che tiene alto il livello di attenzione, per poi passare a “Idle Hands” che rimanda leggermente a “Valentine’s Day” del Reverendo Manson.

Non cala la qualità neanche nella parte finale dell’album con l’incalzante “Temple Of Rage” o nella conturbante “American Bluff” a cui segue la martellante  ed ossessiva “This Is What You Get”, mentre con “And So” cala il sipario su questo “Never Is Now”, un album che non delude affatto le aspettative e che ci riconsegna Skold in strepitosa forma. Da avere assolutamente!

 

 

Voto recensore
8
Etichetta: Cleopatra Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Never Is Now 02. Small World 03. Pharmaceuticals 04. Roses 05. Please Remain Calm 06. Ravenous 07. In Another Life 08. This Is The End 09. Idle Hands 10. Temple Of Rage 11. Be Brave 12. American Bluff 13. This Is What You Get 14. Insatiable 15. And So
Sito Web: http://www.skold.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login