Skinlab – Recensione: Venomous

Se il fenomeno del nu metal è “morto” e visto come un “trend” passeggero, gran parte della colpa risiede al mancato supporto dell’audience di ogni parte del globo, sia da chi lo detestava, sia da chi lo amava. Steev Esquivel ne sa qualcosa: dopo aver sciolto il suo gruppo retro-thrash Defiance (che pagarono lo scotto di essere stati attivi troppo tardi), fondò gli Skinlab con cui diede puro sfogo delle sue nuove influenze, cioè il metalcore primitivo degli anni 90 che girava negli Stati Uniti intorno al 1995 che veniva chiamato anche groove metal. Nonostante un moderato successo commerciale per ovvi motivi temporali e la presenza di un capolavoro come “Disembody: The New Flesh” tra i loro primi tre album, il gruppo non rimase attivo a lungo, e si sciolsero nel 2003. Il moniker fu ripreso nel 2007 mentre Esquivel era ancora attivo con la reunion dei Defiance (che si sarebbero sciolti nuovamente nel 2012, salvo poi riformarsi quest’anno), ma “The Scars Between Us” non riportò il loro nome in auge, e altri 10 anni sarebbero passati prima della pubblicazione del loro ultimo album in studio, “Venomous”.

Ai tempi, gli Skinlab erano noti per tirare fuori un tipo di metal alternativo e possente dalle chiare influenze hardcore, ma tante cose sono cambiate da allora. Il nu metal è stato soffocato dalle polemiche immense che ci hanno girato attorno e non è stato supportato abbastanza dai fan della nicchia, quindi ora a gruppi come questo tocca lavorare… possibilmente facendo altro. E dispiace dirlo, perché appena parte “The Fury within the Fire”, è impossibile non scuotere la resta al ritmo in stile Motörhead che ne costruisce le fondamenta. La title track segue un andamento molto più minimalista a base di power-chord e poco altro, “Overcoming” spiana la strada con riff e stile di batteria pienamente punk, “Demons” è una sconvolgente ballata in 3/4  sulla scia dei primi Alice in Chains, mentre “Eyes of Your Enemy” è puro crust hardcore come nemmeno i Mammoth Grinder riuscivano a tirare fuori. Alcune tracce sono chiari riempitivi (“For the Fallen“, “Far from Grace“), ma altre sono talmente ingenue da sembrare colpi di genio (“End of Silence” o gli accordi disturbanti di “The Family”).

Probabilmente nessuno si aspettava un album del genere da un gruppo che sembrava nato per cavalcare l’onda: dopo “Disembody: The New Flesh”, “Venomous” sembra pericolosamente candidato ad essere inserito in lista fra i dischi da tenere in considerazione nel 2019, oltre che un gran lavoro da parte degli Skinlab. Non necessariamente complesso, ma molto più catartico dell’ultimo materiale pubblicato da Trivium, Killswitch Engage & company, è un disco anormale, quasi anacronistico (il che non guasta), considerato il genere. Ci sarebbe un problema, però: con questa roba non si va più da nessuna parte in campo commerciale, e appena uscirebbe dal recinto dell’underground da dove è venuta, si riaccenderebbe la polemica ancora una volta. La musica rimane.

Etichetta: Art Is War Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. The Fury within the Fire 02. Amerikill 03. Venomous 04. Overcoming 05. Demons 06. For the Fallen 07. Far from Grace 08. Eyes of Your Enemy 09. End of Silence 10. The Family

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