Skeletoon – Recensione: They Never Say Die

Non potrei mai fare a meno del power metal, dei suoi cliché e delle sue meravigliose forme immutabili nei secoli (dei secoli Amen).  Un modo quadrato di intendere musica e vita, con tempi velocissimi e voci sempre “over the top”. Ci sono gli “iniziatori”, gli “imitatori”, e c’è chi trova una via di mezzo. Troppo tardi – forse – per inventare qualcosa di nuovo nel genere, ma c’è qualcuno che non è così fedele alla linea da ripetere in maniera pedissequa una lezione stantia se non “ammantata di personalità”.

Per fortuna gli Skeletoon sono “nella via di mezzo”, orgogliosi seguaci del power metal tipicamente europeo (Edguy, quindi Helloween) ma con abbondante “non-so-che” in grado di farli emergere dalla massa. Tomi Fooler e soci al terzo disco (parte di una nerd-saga di 5) giocano la carta dei “Goonies”, e puntano forte sulla sfida dei ragazzi del quartiere Goon Docks, chiamati a trovare il tesoro di Willy l’Orbo per salvare casa e sogni.

“They Never Say Die” è un vero e proprio giocare con il fuoco per il quintetto tricolore, perché sfiorare uno dei cardini della crescita del metallaro trentenne (o qualcosina di più) poteva essere trappola impossibile da evitare. Ma i nostri hanno calcolato bene il rischio, mettendo in campo un racconto credibile, una storia che si ispira al celeberrimo cult-movie di Richard Donner.

Il disco è decisamente positivo, ed i tanti ospiti ad impreziosire l’opera rendono l’ascolto decisamente vario. Piace la tripletta iniziale “Hell-O” (autentico tributo al “verbo” di Tobias Sammet da ormai ben più di un ventennio), lo spettacolare mid-tempo “Hoist Your Colors” (evidente il crossover dei nostri con una bella atmosfera “Stranger Things”) e la spassosa “The Truffle Shuffle Army: Bizardly Bizarre” che racconta di Chunk e della sua assurda danza per entrare a casa Walsh. Qui ottimo Alessandro Conti dei Trick or Treat a duettare con Tomi.

Il disco tira il fiato con la ballad “To Leave a Land”, ma è solo un momento perché i nostri riprendono a picchiare con la title track, canzone intensa e battagliera con un chorus davvero ficcante. C’è poi “Last Chance”, a metà strada tra heavy rock anni’70 ed a.o.r. : perfetta per i live, spassosa, rotonda e con un mood “(Don’t Fear) The Reaper” dei Blue Oyster Cult. Ottimo Michele Luppi nel vestire i panni e la voce di Jake Fratelli.

Bella la doppietta “I Have The Key” e “The Chain Master”, con la prima scelta per lanciare il disco e con il buon Morby dei Domine alla voce. Se la prima è chiaramente power, la seconda gioca un pochino più con dinamiche rock, crescendo poi nel chorus. Momento decisivo del disco, e del film, “When Legends Turn Real”  con l’incontro/confronto tra i Goonies e Willy l’Orbo interpretato da Mark Basile dei Dgm.

Chiudono l’album due cover “Farewell” (direttamente dal progetto Avantasia di Tobias Sammet) e di “Goonies R Good Enough” di Cindy Lauper con Giacomo Voli. Cover, ma con cuore e testa, quindi non riempitivi.

Un disco divertente, piacevole e spensierato. Un bel tuffo nei ricordi anni ’80 per tanti e buon bignami per chi ancora (Maledette capre-senza-Dio, provvedete immediatamente, nda.) ignora quanto possa essere difficile affrontare la minaccia di un campo di golf al posto di casa vostra, l’insidia di una famiglia di criminali ad alitarvi sul collo e doversi costantemente salvare dalle terribili e tremebonde invenzioni di Data.

Meno male che c’è SuperSloth a salvare la situazione.

Per chi non vuole smettere di essere bambino nonostante la serietà del tempo trascorso, fatevi sotto, vi divertirete.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Scarlet Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Intro / Hell-O 02. Hoist our Colors (feat. Ivan Castelli as “Capt. Jack Sparrow”) 03. The Truffle Shuffle Army: Bizardly Bizarre (feat. Alessandro Conti as “Chunk”) 04. To Leave a Land 05. They Never Say Die 06. Last Chance (feat. Michele Luppi as “Jake Fratelli”) 07. I Have the Key (feat. Morby as “Chester Copperpot) 08. The Chain Master (feat. David Arredondo Gomez as “Sloth”) 09. When Legends turn real (feat. Mark Basile as “One Eyed Willy”) 10. Farewell – Avantasia cover (feat. Melissa Bonny) 11. Goonies R good enough – Cindy Lauper cover (feat. Giacomo Voli)
Sito Web: https://www.facebook.com/Skeletoonband/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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