Skeletoon – Recensione: Nemesis

“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.

Cinica realtà e rassegnazione? No, perché c’è chi vuole andare un certo spirito “gattopardesco” mettendo in gioco qualità coraggiose. Gli SkeleToon sono tra coloro che non vogliono fermarsi in quella comfort-zone sicura ed ovattata, perché pur rimanendo fedeli al loro essere vanno oltre la “fede” del power metal provando a giocare carte inaspettate ed incastri coraggiosi.

L’impatto con “Nemesis” (quarto disco per i liguri) è brutale, deciso, senza compromessi. Una fucilata power che parte dall’opener “Brighter Than 1.000 Suns” che – pur rimanendo nel solco della tradizione “teutonica” – mostra sin dalle prime note una crescita compositiva e di personalità notevole da parte dei ragazzi italiani.

Colpisce subito la voce di Tomi che incalza l’ascoltatore e che svela una nuova profondità e duttilità come nella frustata “Will You Save Us All?” (ospite Alessandro Conti dei Trick Or Treat).

L’aria rispetto a “Never Say Die” (la nostra recensione) è cambiata, si sente, si percepisce qualcosa di “cosmico” che aleggia tra le tracce dei nostri, le carte cambiano, mutano forma e dimensione, perché con la title track “Nemesis” i nostri vanno all-in e vincono una mano di tutta rispetto. Diretta, carica di groove, inaspettata, “cattiva” e terribilmente catchy anche per l’impatto del growl di Melissa Bonny. Instat-classic per i nostri? Probabilmente sì.

La pelle è cambiata, si capisce, i “nerd” sono cresciuti (ma non troppo come vedremo poi) e piazzano un secondo instant-classic con “Starseeker” che sembra voler omaggiare certi Stratovarius dispersi di inizio millennio rendendolo però più personale. Le radici sono evidenti, ma restano profonde e non aggrediscono le nuove composizioni che camminano con passi sicuri, come nella corale “Cold The Night” che racconta l’amore dei nostri per il progetto Avantasia di Tobi Sammet.  Bella e coraggiosa l’incursione “italiana” de “Il Tramonto Delle Ere”, intensa ed evocativa.

E forse il segreto nel diventare “grandi” è tutto qui, non abbandonare i propri sogni e le proprie radici, ma trasformarli in qualcosa di diverso e personale. Il disco conclude la sua strada con la suite “Arcana Opera” (ospite Giacomo Voli dei Rhapsody Of Fire) e con la spassosa “The Nerdmetal Superheroes”. Bonus per il mercato europeo la cover di “Carry On” (devo davvero ricordavi gli autori? Nda.), con Tomi & Co. a rendere omaggio ad una delle pietre d’angolo del power degli anni ’90. Omaggio coraggioso e ben riuscito.

Ultima nota – ma non per questo meno importante – la produzione di Simone Mularoni, altra freccia estratta dalla faretra degli Skeletoon che si conferma per qualità e precisione.

Il poker è servito, gli Skeletoon ci hanno messo faccia e puntata. Ora sta a voi andare a vedere le carte del quintetto.

Etichetta: Scarlet Records

Anno: 2020

Tracklist: 01. Prelude: Falling Galaxies 02. Brighter Than 1000 Suns 03. Will You Save Us All? 04. Nemesis 05. Starseeker 06. Cold The Night 07. Follow Me Home 08. Woke Up The Fire 09. Il Tramondo Delle Ere 10. Arcana Opera 11. The NerdMetal Superheroes 12. Carry On
Sito Web: https://www.facebook.com/Skeletoonband

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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