Skeletonwitch – Recensione: The Apothic Gloom

Negli oltre dieci anni di carriera gli Skeletonwitch hanno macinato dischi su dischi, tra full lenght, singoli o EP il loro nome si è sempre imposta all’onore della cronaca per la loro grande dedizione alla causa e voglia di suonare. Non sono mancati incidenti di percorso che stavano per minare la carriera della band dell’Ohio, non ultimo il difficile e doloroso split con il cantante Chance Garnette, dettato dai suoi problemi di alcolismo. Ma gli Skeletonwitch non si sono certo persi d’animo e, rintracciato nell’ex Wolvhammer Adam Clemans un giusto e degno sostituto, hanno deciso di dare alle stampe questo EP di quattro tracce intitolato “The Apothic Gloom“. L’intento nemmeno troppo celato della band statunitense è quello di non far aspettare troppo i propri fan e permettere loro di ascoltare la voce di Clemans sul nuovo materiale. E la voce di Clemans non sarà l’unica novità.

Sin dagli albori gli Skeletonwitch hanno portato avanti una proposta musicale fatta di robusto Thrash Metal dalle tinte melodiche che sovente, sia per tematiche trattate che per approccio all’esecuzione, sfociava in Death Metal. Nel corso degli anni i nostri non hanno mancato di maturare facendo sì che i propri brani fossero dotati di una struttura più articolata. La title-track ne è un fulgido e vivo esempio: un intro chitarristico (prima acustico poi elettrico) sfocia in un brano immediato e diretto che, però, giunto nella sua parte centrale diventa una cavalcata Black Metal con la batteria di Dustin Boltjes a picchiare duro e le scream vocals di Clemans perfettamente a proprio agio su sonorità inedite per la band. La successiva “Well Of Despair” ha una matrice decisamente più Death, con le chitarre di Scott Hedrick e Nate Garnette sempre al centro dell’attenzione con un rifframa ricercato e mai banale. È il brano più legato al tradizionale songwriting della band. “Balck Waters” parte lento, un mid-tempo roccioso e ritmato che ben presto svela la sua marcia, cattiva, aggressiva e trova nell’assolo conclusivo una giusta coda melodica.

Questa componente decisamente più Black Metal rivive e trova la sua sublimazione nei sei minuti di “Red Death, White Light“, in quella che forse è la vera gemma di questo EP. Tutti gli elementi tipici del Skeletonwitch-sound confluiscono per regalarci un brano dalla forte e spiccata componente melodica, evocativa ed emotiva. La prima parte della canzone gioca sull’alternanza di parti più robuste e corpose ad attimi d’atmosfera, riuscendo a creare pathos e tensione che vengono scaricati nel drammatico epilogo di questo brano. “The Apothic Gloom” rappresenta un ricco e gustoso antipasto di quella che sarà l’evoluzione degli Skeletonwitch. Se la band sarà in grado di mantenere sulla lunga distanza la grande qualità e capacità dimostrati in questi brani, possiamo stare certi che sentiremo parlare ancora per molto di loro.

skeletonwitch

Voto recensore
7,5
Etichetta: Prosthetic Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. The Apothic Gloom 02. Well Of Despair 03. Black Waters 04. Red Death, White Light
Sito Web: https://skeletonwitch.bandcamp.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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