Skalmold – Recensione: Sorgir

Partono convinti gli Skálmöd, iniziano a picchiare concreti con “Ljósið”. Manciata di minuti che danza tra Viking e Death Metal melodico (decisamente dai tratti anni ’90), dal coro interessante e dal discreto appeal epico.

La successiva “Sverðið” dimezza i tempi e sembra voler citare “da lontanissimo” un certo folk metal debitore della cultura scozzese. Chitarre come cornamuse, che piacciono ma che non impressionano per la forza della melodia. Non disprezzabile ma si doveva far di più dal punto di vista della personalità.

Spiazza “Brúnin”, con il suo incedere alla Iron Maiden in “salsa Islandese”, che delude per la piattezza e la poca verve che ci si aspetterebbe da questi solchi. Anche “Barnið” delude: incedere piatto e nessun “colpo” di acceleratore nei riguardi di una canzone/cantilena che piuttosto che emozionare annoia. A poco serve il solo finale ed un ritmo che finalmente diventa incalzante. Purtroppo per gli Skálmöd troppo tardi.

Il disco poi galleggia senza infamia e senza lode, cercando spunti tipicamente heavy metal (“Skotta”) ed incursioni nel “bel death metal melodico di metà/fine anni ’90”.

Seconda canzone degna di nota “Móri”, quest’ultima anche video. Il resto (bonus track compresa) è un disco che vive di momenti buoni (pochini in verità) ed altri profondamente prevedibili e poco emozionanti.

A tratti thrash, a tratti In Flames (“The Jester Race”) Viking nell’anima. Di folk nessuna traccia o quasi per la band venuta dall’Islanda. Non una perla da raccogliere a tutti i costi. Una band con i piedi in più staffe e senza una strada scelta con decisione.

Una piccola delusione per una band arrivata al sesto disco da studio. Colpo di grazia?

Voto recensore
5
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2018

Tracklist: 1- “Ljósið” 2- “Sverðið” 3- “Brúnin” 4- “Barnið” 6- “Skotta” 7- “Gangári” 8- “Móri” “Mara”
Sito Web: https://www.facebook.com/skalmold/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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