Sjukdom – Recensione: Stridshymner Og Dødssalmer

Black metal: belluino, glaciale, un pizzico narrow-minded. Se state pensando ai Marduk dei tempi d’oro, ma anche ai 1349 e ai Gorgoroth prima maniera, ai Taake, insomma, a tutta quella mandata di band che ha contribuito a sdoganarne l’intransigenza, allora siete nel giusto. I norvegesi Sjukdom, attivi dal 2011 e con un altro album alle spalle (“Stridshymner Og Dødssalmer” è la seconda fatica in studio) se ne infischiano di ogni possibilie compromesso ed eccoli alle prese con il black metal vecchia scuola, feroce e senza orpelli.

Se questo sia un bene o un male, a voi la sentenza. Dal nostro punto di vista, preferiamo pensare che al di là dell’appartenenza a un genere che potrebbe definirsi obsoleto, ciò che conta è la capacità di mantenere viva l’attenzione, magari puntando su pezzi emozionali e d’effetto, più semplicemente in grado di coinvolgere chi ascolta. Purtroppo i nostri Sjukdom (termine che traduce “malattia” dal norvegese) non soddisfano tale formula fino in fondo. Certo non mancano una buona tecnica esecutiva e nemmeno una sincera passione nel progetto, tuttavia, al di là di un paio di brillanti intuizioni, l’album scorre orgogliosamente “tutto uguale”, anche troppo però.

La registrazione è senza dubbio al passo con i tempi, i suoni sono puliti e potenti. Inappuntabili le capacità dei nostri, ma sciorinare cascate di riff a tutta birra e una sezione ritmica perennemente in tensione, non sempre porta a dei buoni risultati. Quel che resta è una manciata di brani di genere dalla struttura piuttosto ovvia e con troppe similitudini. Fanno eccezione l’opener “Dødssalmer”, un mid tempo dal taglio epico supportato da oscuri cori monastici e in cui entrano sfumature thrash/death, ancora “Terra Nihil”, brano guerresco dall’incipit melodico e cadenzato che poi guadagna progressivamente in velocità.

E’ su questi episodi, oggettivamente ben riusciti, che il gruppo dovrebbe lavorare, per sviluppare un sound se non personale almeno efficace. Non è il caso di “Stridshymner Og Dødssalmer”, un disco che sarebbe apparso datato agli inizi del 2000, figuriamoci quasi vent’anni anni più tardi.

Voto recensore
5,5
Etichetta: Osmose Productions

Anno: 2018

Tracklist: 01. Dødssalmer 02. Nærvær 03. Lykantropi 04. Med En Fot I Graven 05. Terra Nihil 06. I En Storm Av Stål 07. Skudd For Skudd
Sito Web: https://www.facebook.com/Sjukdomband

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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