Sixx:A.M. – Recensione: Prayers For The Damned Vol. 1

Circa una volta ogni due-tre mesi mi ritrovo di fronte al difficile compito di recensire un nuovo album. Capita raramente. Capita solo in quelle poche occasioni in cui si palesa la possibilità di parlare di un album che non abbia nessuna velleità innovativa, che non venga sbandierato come l’ultima frontiera della tecnica o come la next big thing del metal. Capita quando si evita infarcire la musica di inutili sovrastrutture tecniche, focalizzandosi solo su una cosa: le canzoni. Può sembrare banale, ma non lo è. Il songwriting e le emozioni, le uniche due cose che contino veramente quando si ascolta un album, senza cui tutto il resto risulta sempre più spesso un inutile esercizio fine a se stesso. Strofa, ritornello, assolo (non necessariamente), non serve altro.

I Sixx:A.M. non hanno mai scritto quello che si può definire un capolavoro di album e probabilmente neppure ci riusciranno mai. Ma fin dal primo The Heroin Diaries sono riusciti a distillare in modo quasi esemplare il binomio che si citava poco fa: songwriting ed emozioni. Spingendo sull’accelleratore e rallentando, sfoderando dei pesanti chitarroni o dei raffinati sintetizzatori; facendo sorridere e facendo piangere. Facile? No. Ed è proprio per questo che, al di là dei personaggi coinvolti che non necessitano di presentazioni, ritengo e riteniamo che una band come questa debba essere preservata e sostenuta.

Prayers For The Damned è il quarto album dei Sixx:A.M., nonchè il primo dopo lo scioglimento dei Motley Crue, con Nikki Sixx totalmente focalizzato sulla sua nuova creatura e DJ Ashba libero dagli impegni con i Guns N’ Roses. E’ anche il primo capitolo di un doppio lavoro, la cui seconda parte uscirà a fine anno. Lo stile della band trova finalmente una sua completa identità, dopo le sperimentazioni più marcate di Modern Vintage. Con questo nuovo lavoro il sound è decisamente più omogeneo, fondendo però di fatto le esperienze dei primi tre capitoli. Siamo sicuramente su territori generalmente più heavy, con diversi momenti più marcatamente metal (When We Were Gods, Belly of the Beast), senza però tralasciare l’hard rock moderno e più easy listening a cui ci hanno abiutati (Rise, I’m Sick, You Have Come To The Right Place) condendo il tutto ovviamente con la solita e immancabile vena drammatica e ariosa che forse era un po’ mancata sul terzo album (la titletrack, Better Man e la conclusiva Rise Of The Melancholy Empire). Mancano piuttosto i momenti più leggeri a cui Sixx e soci ci avevano abituato come “Before It’s Over”, “Smile” e via dicendo a favore però di un approccio più omogeneo ed efficace.

Ci troviamo di fronte “semplicemente” a un lotto di ottime canzoni, un album che si ascolta tutto d’un fiato, perfetto per tutti i fan dei Sixx:A.M. Non vi racconteremo del “pregevole assolo”, de “l’incredibile prova vocale”, del “drumming roccioso e quadrato”. Quando ci sono le canzoni non serve altro. E i Sixx:A.M. l’hanno capito alla perfezione. Buon ascolto!

Sixx Am Prayers For The Damned

Etichetta: Eleven Seven

Anno: 2016

Tracklist: 01. Rise 02. You Have Come To The Right Place 03. I’m Sick 04. Prayers For The Damned 05. Better Man 06. Can’t Stop 07. When We Were Gods 08. Belly Of The Beast 09. Everything Went To Hell 10. The Last Time (My Heart Will Hit The Ground) 11. Rise Of The Melancholy Empire
Sito Web: http://sixxammusic.com/

tommaso.dainese

view all posts

Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login