SION – Recensione: “self titled”

Quando uno youtuber sconfina nel mondo “reale”, la prima reazione che hanno praticamente tutti è: oddio, no, ti prego.

Se poi questo youtuber si chiama Jared Dines, che ha basato la sua notorietà sul web su video ironici o meme sul metallaro medio, allora il pensiero di un suo disco vero e proprio spaventa.

Ma quando scopri che sarà fatto insieme a Howard Jones, allora si drizzano le orecchie, ascolti il singolo di anticipazione dei SION e la cosa invece è molto più seria del previsto. 

Non vuoi spoiler e decidi di aspettare il 26 novembre per goderti il momento. Nel frattempo scopri, tramite foto fatte durante le registrazioni, che al basso ci sarà Josh Gilbert degli As I Lay Dying e che il disco è prodotto nello stesso studio. Bene, anzi benissimo!

Che cosa posso dire una volta conclusa l’ennesima sessione di ascolto di questo progetto? Che bomba, ragazzi! Mai mi sarei aspettato un risultato così convincente, sono contento di essere stato smentito sotto ogni punto di vista. 

La spensieratezza e la voglia di divertimento sono i due pilastri portanti dei SION e questi si fanno sentire ogni secondo. La band ha trasformato la voglia di creare qualcosa di leggero e sereno in un album che mette in crisi moltissime uscite core del 2021. Il fatto che poi sia tutto autoprodotto, senza label, senza management, senza pressioni, senza scadenze e soprattutto senza dover dimostrare qualcosa fa sì che questo debutto trasudi solo ed esclusivamente musica, buona musica.

I livelli sono sempre serrati, con un Howard Jones che, rispetto ai Light The Torch, utilizza in modo massiccio i suoi scream, di cui sono oggettivamente dipendente. Jared invece si impegna davvero molto per non creare qualcosa di scontato o ripetitivo, con riff elaborati ma non da “sboroni”, nonostante i milioni di iscritti sul suo canale. Anche gli assoli sono ben congegnati, ottimo! A livello di produzione, ovviamente, siamo in buone mani, perché va bene homemade, ma diamogli una bella spinta da gente esperta! Così, per quanto la batteria sia digitalizzata, i suoni siano molto moderni e volutamente plastici e il basso abbia quel suono duro e metallico, il risultato è veramente piacevole e godibile. Questo importantissimo lavoro di Joseph McQueen eleva la caratura della band e la fa saltare di almeno due gradini sopra la classica release del “tanto l’importante è partecipare”. 

I SION dimostrano che hanno tutte le carte in regola per far crescere questo progetto all’interno del mondo metalcore senza doversi affidare a qualcuno. Mi sono davvero divertito ad ascoltare questo album e lo consiglio a tutti, perché merita. Non lasciatevi frenare dai presupposti un po’ torbidi, ma fatevi avanti e premete il tasto play, perché quello che vi aspetta è un sentiero molto più soddisfacente di quel che immaginate.

Etichetta: Self Released

Anno: 2021

Tracklist: 01. The Blade 02. Drown 03. More Than Just Myself 04. The Worst Way 05. Buried Alive and Wide Awake 06. Skyfall 07. Endless War 08. A Constant Reminder 09. Something To Live For 10. Great Deceiver 11. Dying of The Light 12. Inside The Hollow
Sito Web: https://sionband.bandcamp.com/releases

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