Sinsaenum – Recensione: Repulsion For Humanity

Joey e Frédéric colpiscono ancora. A circa due anni dal debutto ecco il nuovo album dei Sinsaenum “Repulsion For Humanity”.

Un mix di death metal, scorie black ed intenzioni thrash per il supergruppo formato dall’ex Slipknot e dal bassista (qui anche chitarrista) dei Dragonforce. Alla voce troviamo Sean Zatorsky (Dååth) ed Attila Csihar, al basso Heimoth Seth supportato dal secondo chitarrista Stephane Buriez.

Il disco parta subito con tutta l’aggressività del caso, e la title track sembra quasi voler omaggiare (sia dal pungo di vista del mood lirico che da quello musicale) gli Slipknot di “Iowa”. Canzone brutale, con una batteria in primissimo piano rafforzata dai riff secchi e da una voce urlata all’inverosimile.

Interessante nella struttura della canzone il break centrale, con tempi dimezzati ed una voce leggermente filtrata che introducono ad un solo di matrice “Slayer”. C’è poi il mid tempo “Final Resolve”, che picchia profondo accelerando fino ad una parte strumentale piuttosto convincente.

Buono il lavoro delle chitarre che si intrecciando l’una dentro l’altra. Decisamente la parte più ispirata di una canzone sostanzialmente piatta. Di tutt’altra pasta “I Stand Alone”, mid tempo evocativo che gioca flirtando tra Death e certo thrash melodico a cavallo di fine anni ’80 e primi ’90. Altrettanto positiva la spirale doom a nome “Manifestation of Ignorance”, dove la band trova il tempo per aggredire l’ascoltatore con una canzone violenta ed evocativa. Buonissima la prova di Attila dietro al microfono, gran cerimoniere di una canzone che però poi si perde accelerando e perdendo quello spirito “malvagio” che inizialmente la pervadeva.

Molto buona anche la lunga “My Swan Song”, che sorprende nella parte centrale (strumentale) con echi in bilico tra Mayhem ed Emperor della prima era. Una piccola perla.

Il disco poi scivola voi tra una citazione e l’altra (Slipknot in “Sacred Martyr”, invero piuttosto buona, la “Norvegia Black” nel riffing di “My Swan Song” e molto altro ancora) e qualche riempitivo messo lì quasi in maniera obbligatoria (“Nuit Noir” ed “Insects”).

“Repulsion For Humanity” non delude ma neanche impressiona, si colloca nel mezzo. Se per il debutto questo modo di “agire” poteva anche essere accettabile, dal secondo capitolo dei Sinsaenum ci si sarebbe aspettato di più. Visto anche il pedigree dei musicisti coinvolti il colpo di genio e l’intuizione potevano e dovevano essere perseguite.

Un prodotto che sostanzialmente non potrà che soddisfare i fan dei musicisti coinvolti, ma che plasma una materia già messa in campo da molti. La speranza è quella che le menti musicali in campo possano partorire prima o poi qualcosa di davvero concreto.

Voto recensore
6
Etichetta: earMUSIC

Anno: 2018

Tracklist: 1. Final Resolve 2. Sworn To Hell 3. I Stand Alone 4. Rise Of The Lightbearer 5. Manifestation Of Ignorance 6. Sacred Martyr feat. Lauren Hart 7. My Swan Song 8. Nuit Noire 9. Insects 10. Forsaken

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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