Sinoath – Recensione: Anamnesis

La più autorevole fonte in fatto di metal a cui mi rivolgo è un amico appassionato alla scena sin dall’infanzia, ed alla voce Sinoath recita “Oscura band death-doom siciliana, attiva negli anni ’90 con un ottimo album“, e poi, con voce in bilico tra il dubbio e la sorpresa “Non sapevo suonassero ancora in giro. Sarà una ristampa.” Di ristampa comunque non si tratta, essendo già passato un anno dalla raccolta “Forged in Blood & Still in the Grey Dying” (The Sinister Flame) che raccoglie i primi due demo e una manciata di pezzi live dello stesso periodo.

Anamnesis” è invece un disco di inediti, il terzo nella storia ormai ventennale della band, a ben undici anni dal precedente “Under The Ashes” (Elegy Music) ed a tre dall’EP “Meanders of Doom” (WarHell Records, i siciliani sono dei veri e propri girovaghi delle etichette) che sanciva l’entrata in line-up del cantante/tastierista Francesco Cucinotta (Malariu, Felis Catus, qui autore anche della copertina). Sin dall’incedere dei riff sepolcrali dalla titletrack, il disco mostra di aver ulteriormente approfondito i legami con il doom, sposando un suono viscoso che i frequenti inserti di tastiera e cetra in ogni caso salvano dall’essere greve. Immaginatevi i Paradise Lost mentre si spogliano francescanamente di tutti i lussuosi paramenti gothic, ed avrete un’immagine vicina al suono dei Sinoath. A conti fatti, tuttavia, sono le canzoni che determinano la riuscita di un disco, e le otto contenute in “Anamnesis” (se contiamo anche il breve strumentale “Hyperuranius“) sono di altissima qualità, a partire da “Saturnalia“, quasi sette minuti di brevi e angosciosi girotondi death che si abbandonano a sospiranti melodie doom, e passando per la più indomita “Join Us“, e per la solitudine invernale evocata nitidamente da “Brainstorming” (una melodie più memorabili dell’album) fino all’estenuante “The Absolute Nowhere“, dieci minuti di pura classe doom, tra riff striscianti ed improvvise aperture malinconiche.

Anamnesis” è in definitiva un ottimo lavoro, prodotto (e non stupisce, visti i suoni) da una Black Widow che continua nel suo lungimirante lavoro di recupero e rilancio di ciò che l’Italia ha perso di vista, per disinteresse o scarsa cultura.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Black Widow

Anno: 2018

Tracklist: 01 Anamnesis 02 Saturnalia 03 A Journey Unknown 04 Join Us 05 Brainstorming 06 Hyperunranius 07 The Absolute Nowhere 08 Arcadia

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