Zeromancer – Recensione: Sinners International

Ruffiani con garbo. Il successo che i norvegesi Zeromancer hanno riscosso nei club è motivato non solo dall’esperienza accumulata nel corso di un decennio ma soprattutto dalla naturale abilità della band di offrire brani orecchiabili ma al tempo stesso energici e segnati da una forte malinconia di fondo.

L’elettronica e i techno beats sono sempre presenti, ma altrettanto lo sono le chitarre, pronte a tessere le parentesi più taglienti del lavoro, lasciandosi poi smussare all’angolo da melodie di ampio respiro, di presa ma non plastificate. Spazio all’immediatezza con gli ottimi singoli “Doppelganger I Love You” (che già spopolava due anni or sono nei club tedeschi) e “I’m Your To Lose”, eppure “Sinners International” vede, in modo più sentito nella parte centrale, un mood sottilmente romantico e silenzioso, che raggiunge l’apice nella drammatica “Filth Noir” e nella conclusiva “Ammonite”, un brano sfaccettato che trascende il lato più accessibile a favore di una maggiore sperimentazione.

E se amate il lato elettronico del goth, “Sinners International” è un appuntamento da non perdere. Sia che vogliate scatenarvi nelle danze con “It Sounds Like Love (But It Looks Like Sex)” sia che preferiate un momento di assoluto intimismo con “Fictional”.

Voto recensore
7
Etichetta: Trisol Music / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist: 01.Sinners International
02.Doppelganger I Love You
03.My Little Tragedy
04.It Sounds Like Love (But It Looks Like Sex)
05.Filth Noir
06.Fictional
07.I’m Yours To Lose
08.Two Skulls
09.Imaginary Friends
10.Ammonite

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