Simulacrum – Recensione: Genesis

Un riff potente con batteria e basso che seguono all’unisono una costruzione irregolare: questo è l’incipit di “Traumatized” biglietto da visita di “Genesis”, terzo full-length dei Simulacrum.

La musica dei finlandesi è fondamentalmente racchiusa qui, con l’aggiunta di un interessante uso delle tastiere del fondatore Christian Pulkkinen (già negli Eden’s Curse) e la lunghezza di un album di progressive metal canonico con rimandi a Circus Maximus e Symphony X; la particolarità introdotta per la prima volta proprio su “Genesis” è la presenza di un secondo cantante per tentare di coprire uno spettro più ampio di sfumature vocali ma non sempre il risultato è positivo.

Il cantato di Niklas Broman ed Erik Kraemer (quest’ultimo decisamente più dotato del cantante originale come dimostrano anche alcune cover presenti su You Tube) infatti è il tassello che si riesce meno ad incastrare al proprio posto: se è innegabile la preparazione tecnica che permette loro di passare da momenti ruvidi ad aperture melodiche,  sembra mancare in molti passaggi il pathos necessario a comunicare emozioni. Non aiuta peraltro una produzione “pompata” ma asettica che non dona il giusto dinamismo alle composizioni.

Alcuni momenti (“Nothing Remains”) risultano forzati quasi a tentare di guadagnarsi l’etichetta prog a tutti i costi; è altrettanto vero che chi ama la tecnica strumentale portata all’eccesso apprezzerà quanto contenuto in questo album con particolare citazione per il lavoro di Olli Hakala al basso e Chapman Stick.

È comunque apprezzabile come Frontiers cerchi sempre più di essere etichetta poliedrica inglobando proposte come questa che ha momenti molto sostenuti in termini di pesantezza; “Like You Like Me” e “Scorched Earth” marciano dalle parti dei compagni d’etichetta Vanden Plas e DGM per quel suonare tipicamente anni ‘90 la prima, subissata dall’up-tempo e magniloquenza della seconda (una delle tracce top del lavoro).

Sul finale arriva la title track, suite divisa in 4 parti per mezz’ora di durata dove i Simulacrum vanno, abbastanza prevedibilmente, ad omaggiare i Dream Theater che sono stati in maniera innegabile i padrini di una marea di band come queste; l’alternanza di momenti differenti è inanellata con criterio anche se la sensazione giunti alla fine di questo lungo (pure troppo) viaggio è di estraniazione vista la cascata di notte appena piovutaci addosso.

A molti andrà pur bene così, noi invece attendiamo che i Simulacrum maturino ancora un po’.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2021

Tracklist: 01. Traumatized 02. Nothing Remains 03. Arrhythmic Distortions 04. Like You Like Me 05. Scorched Earth 06. Genesis, Pt. 1 - The Celestial Architect 07. Genesis, Pt. 2 - Evolution Of Man 08. Genesis, Pt. 3 - The Human Equation 09. Genesis, Pt. 4 - End Of Entropy
Sito Web: https://www.simulacrum.fi/index2.html

alberto.capettini

view all posts

Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login