Simple Lies – Recensione: Let It Kill

Italians do it better. A distanza di oramai un trentennio i bolognesi Simple Lies vogliono dimostrare quanto vera è la frase indossata da Madonna Louise Veronica Ciccone nel celeberrimo video “Papa don’t preach”.

Ci provano e ci riescono. “Let it kill”, la loro seconda opera, è un concentrato di adrenalinica energia in 10 intensi brani . Ciò che salta subito all’orecchio è la cura che questi cinque bolognesi hanno messo in fase di arrangiamento e produzione non tralasciando nulla al caso, anzi, infarcendo l’album di piccoli dettagli sonori che lo rendono un prodotto competitivo a livello internazionale.

I Simple Lies riescono nell’arduo compito di mantenere un certo tipo di hard rock/metal dalle melodie ottantiane fresco e attuale, merito soprattutto dell’accoppiata chitarristica formata da Alberto “JACK H” Molinari e Manuele “LELLO” Pepe. I nostri uniscono un riffing da metal alternativo alle aperture melodiche classiche del genere. Vintage non è la parola da abbinare a questo album come dimostra la sezione ritmica composta da Alessandro “ZAK” Zucchini e Ash “ASH” Saboori che prediligono suoni più asciutti e moderni in linea con l’imprinting che Let it kill darà all’ascoltatore. A beneficiarne di tutto ciò è il groove, cosa che spesso manca a band di questa tipologia.

“Look at me now!” , opener perfetta per un album, è uno dei tanti esempi di ciò che vi aspetta negli highlights successivi come “A-MEN” “Freakshow” “Miss Anthropy”. Alessandro “RUBB-O” Rubino non tarda a far uscire tutta la sua estensione e anche qui la sapiente scelta degli arrangiamenti a più voci a sostegno del cantato nelle note più alte rende godibile la parte più melodica dei brani.

Questo album è una piacevole sorpresa, un disco da ascoltare e riascoltare e mettere in pausa solo per esclamare “Madonna aveva ragione!”

Etichetta: Bakerteam Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Look At Me Now!
02. A-MEN
03. Sunday Morning Apologies
04. Symmetry Of Love
05. Freak Show
06. Miss Anthropy
07. Let It Kill You
08. The Ant
09. Past Frames
10. The King Is Dead


Sito Web: https://www.facebook.com/simpleliesofficial

Roberto Banfi

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Punk n roller con ispirazioni gotiche e tracce persistenti di untrue heavy metal, tra Billy Holiday e gli Einsturzende Neubauten sono incappato casualmente negli Iron Maiden. Sogno una collaborazione tra Varg Vikernes e Paolo Brosio. Citazione preferita: ""Il mio dio è più forte"" (Conan il barbaro).

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