Black Majesty – Recensione: Silent Company

Nuova uscita per i power-mettalers australiani Black Majesty, sempre fedelissimi al metal melodico classico con venature speed del debutto. Rispetto a ‘Sands Of Time’ abbiamo però una maggior numero di riferimenti alle radici europeo, a discapito di quelle americane. Soprattutto abbiamo uno sbilanciamento marcato verso il sound degli Iron Maiden. La title.track, tra l’altro uno dei brani più avvincenti del lotto, è al limite del contraffazione stilistica, ma le citazioni della band di Harris si trovano sparse un po’ dappertutto: negli assoli, nelle ritmiche incalzanti, nelle melodie vocali… mai però eccessivamente penalizzanti, visto che i nostri hanno l’esperienza e la bravura sufficienti ad allargare (Helloween e Nocturnal Rites sono altri punti di riferimento) e modernizzare il campo sonoro prima di arrivare al plagio vero e proprio. Se è vero infatti che i Black Majesty si appoggiano spesso ai cliché del genere, come nella ballata epic-folk ‘Six Robbins’ (una cover di un artista australiano), o nella veloce e ‘tedesca’ ‘Firestorm’, è altrettanto veritiero che non perdono mai di vista il risultato finale, riuscendo così a confezionare un lavoro piacevole, vario e tremendamente scorrevole. Si sono scelti dei limiti ben precisi questi ragazzi e per quanto questo possa non essere condiviso nella sostanza ideologica, è certamente da lodare per la perfetta riuscita degli intenti iniziali.

Voto recensore
6
Etichetta: Limb Music / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist:

01. Dragon Reborn

02. Silent Company

03. Six Robbins

04. Firestorm

05. New Horizons

06. Darkened Room

07. Visionary

08. Never Surrender

09. A Better Way To Die


riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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