The Sign – Recensione: Signs Of Life

A causa dei continui rinvii, tra gli appassionati del pomp-a.o.r. l’attesa per il primo album della corazzata melodica The Sign era diventata spasmodica. D’altronde è facilmente intuibile il potenziale di fuoco di un ensemble che annovera tra le proprie fila Terry Brock (voce solista e chitarra, ex Strangeways), Randy Jackson (voce e chitarra solista, Zebra e China Rain a spiccare nel suo lungo curriculum), Marc Mangold (tastiere, con eccellenti trascorsi in American Tears, Touch, Michael Bolton band, Drive She Said, Flesh And Blood, Mystic Healer), Bill Greer (basso, Kansas) e Bobby Rondinelli (batteria, presente su dischi di Rainbow, Black Sabbath, Dio e Blue Oyster Cult , fra gli altri)! Ma le referenze, anche se illustri, non bastano a creare un ottimo disco. Per fortuna il quintetto all-star non ha deluso le aspettative, registrando un album che fin da adesso si piazza molto in alto nelle classifiche di merito per l’anno in corso, inanellando dodici episodi di rock melodico, complesso e letteralmente illuminato da continue esplosioni corali che decollano con disarmante grazia verso il cielo. Pomp-rock, si diceva, e fin dalla prima canzone (‘I’m Alive’) si assiste ad una impressionante esibizione di regale vocalità Yes oriented miscelata a barocche incursioni di tastiera e rimandi elettroacustico-zeppeliani (grazie alla Plantiana interpretazione di Randy Jackson, di nuovo sugli scudi in ‘Stranded’). ‘Sontuoso’ è l’unico aggettivo adeguato! ‘Crossed The Line’ indulge in territori più linearmente hard-a.o.r. fornendo a Terry Brock la possibilità di sfoderare il suo timbro vicino a Steve Perry (ma molto più grintoso) e indicando come lo spirito dell’intero album si riscaldi proprio grazie all’equilibrio tra episodi maggiormente intricati e regali melodic-rockers classici. Anche l’eredità dei Journey fisici e scintillanti del periodo ‘Captured/Escape’/Frontiers’ si aggiunge alla formula magica di ‘Signs Of Life’, con tracce come ‘All Of Your Life’, ‘Nothing But A Heartache’ e ‘Desperate Heart’ a ringiovanire, rivestendolo con arrangiamenti dal vago gusto prog, il songbook di Schon&Cain. Qui non si ha la pretesa di fare la storia, ma il talento dei protagonisti è tale da fornire sensazioni elettrizzanti (e non banali) a chiunque ami la triade melodia-energia-tecnica. ‘Signs Of Life’: stimmate di classe.

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers

Anno: 2000

Tracklist: I'm Alive
Crossed The Line
Aryon
Forever Again
Stranded
All Your Life
The Wait
I Will Be There For You
Nothing But A Heartache
Wine
Desperate Heart
Signs Of Life

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