Sick N’Beautiful – Recensione: Starstruck

Italianissimi autori di un eclettico miscuglio di hard rock, modern metal, industrial, punk ed electro-pop, i romani Sick N’Beautiful possono essere considerati come un cult-act in attesa di fare quel grande passo che li porti all’attenzione di un pubblico ancora più vasto. Seguitissima sui social, attenta allo storytelling e maniacalmente dedita alla cura della propria immagine, le formazione fronteggiata dall’energica Greta Di Iacovo (in arte Herma, già apprezzata nelle Venus 5) si è da sempre distinta per i propri spettacoli ricchi di costumi, scenografie ed effetti speciali, può citare tra le proprie influenze artisti come Rob Zombie, KISS, Nine Inch Nails, Alice Cooper e Lady Gaga, ed esordisce oggi per una major dopo le uscite autoprodotte di “Hell Over Hell” (2015) e “Element Of Sex” (2018). La definizione di circo intergalattico sembra particolarmente calzante per descrivere l’intrattenimento proposto dal quintetto capitolino, la cui line-up è oggi completata da Nemes e L0r1 alle chitarre, Ray Sperlonga al basso e Valentina Sollazzo alla batteria: l’uso dell’elettronica, la compressione delle sei corde e le ritmiche anni duemila sono infatti tratti inconfondibili, che i Sick N’Beautiful dimostrano di saper trattare con tutta la confidenza che una band dall’immagine tanto forte e decisa deve potere esibire. E su “Starstruck” questa bella sensazione di maturità e sicurezza diventa la base perfetta per tutti quegli elementi melodici, forse più immediatamente riconducibili all’anima italiana di questi nomadi digitali, che aggiungono una nota di ulteriore personalità a questo terzo disco.

Coerenti con i loro influssi industrial e metal, i Sick N’Beautiful picchiano dall’inizio alla fine, ma lo fanno con una grazia femminile ed orchestrata (“StarStruck”) ed un impatto visivo (“Schadenfreude”) che rappresentano il vero valore aggiunto dell’album e un elemento sul quale la definitiva consacrazione può sicuramente fare affidamento. Il cantato di Herma, in particolare, si mantiene sempre grintoso e melodico alla Shirley Manson dei Garbage, con un’interpretazione personale (“Deep End Dark”, “Angels Be Fallin’”) ed a tratti impressionante (“Pull Of Gravity”) che allontana la necessità di particolari artifici retorici (dagli effetti al growl maschile, il campionario del già sentito sarebbe vario) che avrebbero appiattito e omologato. A differenza di altri e blasonati rappresentanti del genere che cadono presto nella trappola della ripetitività, infatti, questo disco pesca abilmente e continuamente da più fonti, dal rap di “Drop It 2 The B” alla coralità di “This Is Not The End” passando per il divertissement palindromo di “Ytopynonavevanonypoty”, mescolando e rimescolando continuamente le carte con una curiosità insaziabile ed un gusto imprevedibile e bizzarro, ma raramente isterico e sempre sensato. A volte i momenti di maggiore densità servono ad introdurre un assolo di chitarra più delicato e lineare oppure a farti desiderare una boccata d’ossigeno (“Pray Tell Me”) o un chorus che non deluda (à la In Flames, ma nella loro incarnazione più cervellotica), secondo meccanismi vecchi come il mondo ma di sicuro affidamento quando bevuti responsabilmente.

A suggellare l’impatto del disco pensa infine una produzione inappuntabile, abile nel rispettare l’immagine sci-fi ed un po’ steampunk di “Starstruck” ma senza mai scadere in un’eccessiva freddezza né meccanicità, che sulle forme di una band italiana non avrebbe nemmeno calzato benissimo. Per i Sick N’Beautiful, questo terzo album rappresenta la cosa giusta al momento giusto: vario, adatto all’inerzia dei tempi e realizzato con una sicurezza che diverte e conquista, “Starstruck” conferma tutta la bontà del progetto e la granitica solidità dell’impianto che i romani hanno costruito negli anni a suon di dischi, kilometri e spettacoli. La palla passa ora a Frontiers che, accantonata per un attimo la promozione seriale dei supergruppi, dovrà dispiegare tutti i suoi potenti mezzi per dare opportunità e visibilità internazionale ad una delle formazioni più interessanti e musicalmente effervescenti del proprio roster.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2022

Tracklist: 01. Tonight We Go To War 02. Starstruck 03. Drop It 2 The B 04. This Is Not The End 05. Defy The Light 06. Deep End Dark 07. Schadenfreude 08. Pull Of Gravity 09. Pray Tell Me 10. Angels Be Fallin' 11. YTOPYNONAVEVANONYPOTY
Sito Web: facebook.com/sicknbeautifulband

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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