Recensione: Show Me How to Live

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Recensione: Show Me How to Live

Royal Hunt

Track Listing

1. One More Day 06:16

2. Another Man Down 05:17

3. An Empty Shell 04:35

4. Half Past Loneliness 05:15

5. Hard Rain's Coming 05:39

6. Show Me How to Live 10:06

7. Angel's Gone 05:12

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Il ritorno del mitico D.C. Cooper nei Royal Hunt è destinato a rompere gli equilibri e le gerarchie ai vertici del symphonic prog metal internazionale. Il vocalist, già con la band alla fine degli anni ’90 e protagonista di capolavori pluriosannati come “Paradox” e “Moving Target”, è tornato all’ovile per la gioia dei fans, riportando la creatura di André Andersen ai fasti della prima era. Che l’avventura di Jhon West fosse giunta ormai al capolinea era sotto gli occhi di tutti, dopo la pubblicazione dei soporiferi “Eye Witness” e “Paper Blood”, ma nessuno si aspettava la cacciata così affrettata di Mark Boals, che pur non aveva demeritano negli ultimi due album. “Show Me How To Live” è l’undicesimo capitolo della carriera dei Royal Hunt e ne rappresenta uno dei picchi qualitativi più alti.

Capolavoro è il termine giusto per definire un lavoro imperdibile, che al fotofinish si guadagna la palma di top album di questo 2011.

“Show Me How To Live” è composto da sette perle di power metal sinfonico e progressivo, nella migliore tradizione della band danese. Siamo davvero ai massimi livelli del genere, non c’è che dire, sia nelle melodie sia dal punto di vista degli arrangiamenti, interpretati da un Lord Andersen in stato di grazia. L’opener “One More Day” squarcia il cielo con un riff di keys pomposo e boombastico, ma è l’ingresso di D.C. Cooper, con la sua voce versatile ed ammaliante ad innalzare il groove di una canzone che è già nella storia dei Royal Hunt. “Show Me How to Live” è il disco più ritmico che i nostri abbiano mai composto: tempi spezzati, chitarre vorticose, basso pulsante, si muovono nelle strofe rendendo i pezzi molto accattivanti e diversificati. Le sette song ci regalano un saliscendi di emozioni, tra momenti più pacati, come nella dolce “Half Past Loneliness” ed il suo clavicembalo accarezzato, o altri più accelerati e travolgenti (l’inizio di “Angel’s Gone” è un omaggio celato alla mitica “Martial Arts”). Le coralità che hanno reso famosi i Royal Hunt in passato ed i controcanti femminili sono sfruttati con estrema lucidità, martellanti e suadenti nello stesso tempo, anche se è sempre la teatralità di D.C. Cooper a fare la differenza, come nell’incipit di “An Empty Shell”.

“Show Me How To Live” è un album entusiasmante, un concentrato pauroso di tecnica, classe cristallina e personalità, che ci regala una band schizzata verso le stelle, grazie al contributo di tutti i suoi elementi. Sì, perchè non è il solo Andersen a tagliare e cucire i pezzi, sono tutti i Royal Hunt ad uscire vincitori da questa sfida, primo fra tutti il nuovo chitarrista Jonas Larsen. E poi c’è lui, D.C. Cooper, un nome una garanzia, finalmente al posto giusto nel momento giusto, protagonista assoluto del disco perfetto.

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1 Commento

  1. Ciao,
    senz’altro è nell’insieme un buon lavoro ma personalmente non l’ho trovato entusiasmante.
    Max

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