Ship Of Theseus – Recensione: The Paradox

Nome decisamente ricercato e metafisico per questa nuova band italiana, Ship Of Theseus, che indica appunto il paradosso della Nave di Teseo, sulla persistenza dell’identità originaria anche quando un’entità cambia la propria conformazione nel tempo.

Formati dal chitarrista Marco Cardona (Tystnaden, Krampus) e dall’attivissimo cantante Michele Guaitoli (Overtures, Kaledon, Temperance…) i nostri con “The Paradox” hanno cercato di unire le influenze anche degli altri membri della band andando a creare un interessante ibrido di modern metal e sonorità più “classiche”.

“Reborn” ha un riffing dark in un contesto prog metal che potrebbe ricordare gli Evergrey anche se la voce di Guaitoli è spesso pulita, con il conosciuto approccio lirico mutuato dalle sue altre band.

“Time Has Come” (di cui c’è come bonus track anche la versione con Greg Bissonette alla batteria) è accostabile agli Eldritch e a certo metalcore melodico mentre “Hear Me Out” è un pezzo power più lineare nonostante le ritmiche spezzettate

“Blue” contiene un bel duetto con una voce femminile di cui purtroppo non conosciamo l’identità ma piace ancor di più l’aggressività di “Reflections In The Mirror” nonostante una linea vocale un po’ prevedibile.

Piace l’esordio dei Ship Of Theseus, anche se non possiamo ancora lanciarci in odi sperticate; sicuramente la preparazione dei musicisti ha già iniziato a spianare la strada per un futuro positivo anche se sarebbe auspicabile un altro step in termini di originalità.

Voto recensore
7
Etichetta: Punishment18

Anno: 2019

Tracklist: 01. The Paradox 02. Reborn 03. Time Has Come 04. Hear Me Out 05. Blue 06. Suspended 07. Like A Butterfly 08. The Promise 09. Reflections In The Mirror 10. The Cage 11. Wounded 12. Ending
Sito Web: https://www.facebook.com/ShipOfTheseusOfficial/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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