Shining Black – Recensione: Shining Black

Pur essendo nato da una collaborazione mancata, ovvero quella di Mark Boals con i Labyrinth, poi riunitisi con il magistrale Roberto Tiranti, il progetto Shining Black si presenta al pubblico con un lavoro di valore assoluto, che non esitiamo a definire tra le cose migliori ascoltate quest’anno in ambito melodic metal. C’è davvero molta classe in queste canzoni: l’accostamento tra il songwriting ispirato di Thörsen, e le vocals uniche di Boals funziona alla grande, soprattutto nella prima parte del disco, dove canzoni come “The House Of Fallen Souls”, “Boogeyman” e la riuscitissima dark ballad “A Sad Song” risultano perfette nella loro miscela di power metal, tinteggiature progressive e una punta di malinconica melodia dosata con grande gusto.

Di certo la matrice Labyrinth/Vision Divine non è troppo distante, ma Shining Black risulta comunque un marchio che ha la sua identità e che proprio nel monicker riassume la capacità di far scintillare melodie dal timbro a volte piuttosto scuro (in questo senso molto lo si deve anche all’uso sapiente della tastiera da parte di Oleg Smirnoff). La title track è un esempio perfetto per riassumere quanto di buono c’è in questo progetto: un sound di chitarra bello corposo, una base ritmica solidissima, una melodia vocale terribilmente catchy e un tappeto di keyboards dal timbro darkeggiante che ammanta il tutto. Centro pieno.

Dopo tanti complimenti devo però anche sottolineare che la formula è si azzeccata, ma viene più o meno riproposta simile per tutta la durata del disco, il che porta ad una certa uniformità di fondo, forse anche cercata dalla band, ma che si concretizza in canzoni un po’ meno riuscite nella seconda parte della scaletta. L’unico brano che cambia le carte in tavola è “Where Are Your Gods”, grazie ad un taglio e ad un riff più hard & heavy, che permette probabilmente a Boals di variare le soluzioni armoniche e a Thörsen di piazzare un assolo che stacca e rimane ben impresso già al primo ascolto. Poco male comunque, perché a conti fatti “Shining Black” si compone di 47 minuti di musica che quando non è eccellente resta comunque buona e godibile. Avercene insomma di album così!

Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2020

Tracklist: 01. The House Of The Fallen Souls 02. The Boogeyman 03. My Life 04. A Sad Song 05. Shining Black 06. Just Another Day 07. Where Are Your Gods 08. The Carousel 09. The Day We Said Goodbye 10. We Fall

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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