Tystnaden – Recensione: Sham Of Perfection

Inutile nonostante il voto finale…e potremmo tranquillamente fermarci qui, questa è la considerazione finale dopo aver ascoltato l’esordio su etichetta Limb Music dei friulani Tystnaden. Registrato e prodotto agli oramai mitici New Sin Studios sotto la direzione del noto Luigi Stefanini (Dark Moor, Icycore), ‘Sham Of Perfection’ si colloca all’interno di quel genere definito “dark metal melodico”, che si avvale di una voce femminile (nel caso specifico Laura De Luca) e che lo accocuma e mette in diretta concorrenza con proposte affermate come Lacuna Coil, Evanescence, Nightwish e chi più ne ha più ne metta.

Purtroppo per questi ragazzi stiamo veramente scavando sul fondo (come direbbe Beppe Grillo): tutto già sentito milioni di volte, tutto ripescato e opportunamente riciclato da altri dischi, idee trite e ritrite nella maggior parte delle canzoni, la vocina carina carina della vocalist di turno alternata a screaming maschili su ritmiche gonfie e tronfie, iper prodotte a cui si aggiungono tappeti di tastiere a creare un universo plumbeo imperscrutabile.

Il giudizio così netto e drastico non deve essere necessariamente riferito alle singole doti di Laura, che per inciso canta davvero bene, nè tantomeno alle capacità tecniche di un gruppo che appare compatto e definito nelle scelte di arrangiamenti, sound e volontà d’intenti, quanto allo stillicidio di proposte identiche che si abbattono su di noi in un mercato saturo come non mai (e la song ‘Metaphora’ vale quale esempio lampante).

Comprendiamo il botto creato dal successo planetario dei Lacuna Coil però, per favore, fermiamo la clonazione in atto, stop al tentativo esasperato di trovare un hit capace di aprire le porte di MTV (‘Muenchausen Syndrome’) e battiamo invece il tasto su alcuni elementi degnissimi di nota come la capacità di emozionare l’ascoltatore con arrangiamenti levigati e d’atmosfera (‘Tystnaden’ oppure ‘The Foolish Plan’) e una vena intimistica che consiglio di percorrere in maniera convinta nel prossimo futuro visto che proprio all’affiorare di queste qualità la band inizia a brillare di luce propria.

Alcune sfumature tipicamente progressive riaffiorano di tanto in tanto nelle song (‘The Foolish Plan’) conferendo pienezza e allontanando la superficialità di alcuni riff (‘Hamlet’) francamente evitabili, conseguenza diretta di approcci eccessivamente incattiviti oltre misura (‘The Joke’).

La copertina di grande gusto ben si sposa con le caratteristiche ivi descritte, a questo punto serve solamente il coraggio di provare a battere percorsi alternativi alla ricerca di un’originalità, un’impronta definitiva nello spettro sonoro dei Tystnaden che da quanto si può intuire esiste e aspetta solo di essere scoperta compiutamente.

Voto recensore
5
Etichetta: Limb Music Products / SPV

Anno: 2006

Tracklist: 01. First Embrace
02. Muenchausen Syndrome
03. Tystnaden
04. Metaphora
05. The Foolish Plan
06. Hamlet
07. The Joke
08. Rewards
09. The Vanishing
10. Pride Vs Intelleet

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. andrea

    non sono per niente d’accordo con questa recensione. anzi, mi rammarica che alessio si sia lasciato traviare dal bollino sul jewelcase “per tutti i fan di”, visto che qua di evanescence, nightwish o lacuna coil non c’è nemmeno l’ombra. o vogliamo etichettare come gothic metal anche i matia bazar solo perché c’è una donna? 😀

    comprai questo disco dopo aver visto il gruppo dal vivo senza conoscerli di striscio e da allora l’amore per questo debut esplosivo non è mai calato. un ottimo death melodico con grandissime clean vocals, growl, tipici riffoni svedesi e un sound spaccaossa che ben si presta per macelli in versione live.

    davvero consigliatissimo! se dovessi proprio fare un paragone direi che mi vengono in mente i Deadlock o gli ultimi Trail of Tears. ammetto invece che il disco seguente non mi fa impazzire altrettanto, anzi, ma sono più che fiducioso per il prossimo!

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