Shadow Gallery – Recensione: Carved In Stone

In piena esplosione del cosiddetto filone prog metal nella prima metà degli anni ’90 e sulla scia di capolavori come “Images And Words”, “Perfect Symmetry” o ad esempio il plateale indurimento del sound di una band come i Rush, aveva esordito anche una band del Pennsylvania di nome Shadow Gallery; da alcuni tacciati di essere meri cloni dei Dream Theater mentre altri, come il sottoscritto, ne hanno sempre lodato le doti professionali e compositive andiamo a riscoprire uno dei gruppi più sottovalutati dell’underground americano.

Dopo l’esordio eponimo di cui abbiamo parlato in uno dei nostri speciali (precisamente quell sui migliori album prog del periodo 1991-1993) nel 1995 i nostri, allargando la formazione a sei elementi (segnaliamo in particolare l’inserimento del polistrumentista Gary Wehrkamp) pubblicò sempre per Magna Carta un lavoro monumentale per struttura e durata ma che è soprattutto da considerare inattaccabile per la scorrevolezza con cui si sviluppa la trama musicale degli americani. Chitarre e tastiere infatti si rincorrono in vortici sonori magniloquenti, i controcanti a più voci di scuola Gentle Giant/Kansas rendono epici alcuni passaggi e le stentoree vocals del compianto Mike Baker così come la maestria di Kevin Soffera (già alla corte del chitarrista Greg Howe) alla batteria rendono “Carved In Stone” uno degli album “da avere” per quel che concerne la dileggiata decade ’90 (ma non solo).

La produzione è molto migliorata rispetto all’esordio anche se un filo troppo asciutta; la componente melodica è preponderante nella paletta compositiva degli Shadow Gallery, come già esemplificato in “Cliffhanger” (pezzo di cui troveremo la seconda parte su “Legacy”) che ci introduce al lavoro con un andamento medio-lento che poi accelera all’altezza delle parti soliste; le canzoni principali sono inframezzate da brevi passaggi strumentali denominati “Segue” che amalgamano l’album facendolo sembrare un’unica composizione di 1h10 circa.

“Crystalline Dream” è il primo highlight dell’album, un pezzo con i “gradi” del singolo (difficilmente dimenticherete il ritornello) sorta di prog AOR ma con una componente metal intrinseca mentre “Don’t Ever Cry, Just Remember” è una power ballad tra le migliori mai sentite (e che avrebbe meritato un airplay decisamente maggiore), equamente bilanciata tra la delicatezza del prog di Camel e Jethro Tull (ricordiamo che il leader Carl Cadden-James si cimenta anche al flauto) e l’hard rock più spinto.

“Warcry” sottolinea anche un tratto folk degli americani per poi svilupparsi come sempre in una trama decisamente più intricata ed ammaliante al contrario di “Deeper Than Life” che è una scheggia nonchè altro momento topico del lavoro in cui chitarre, tastiere e doppia cassa la fanno da padrone. Decisamente AOR e forse un pizzico troppo melensa la ballad “Alaska” prima dell’apocalittica suite “Ghostship”che vive ovviamente di momenti molto diversi tra loro e tra i quali segnaliamo “The Gathering The Night Before”, “Storm” (una vera orgia nella parte strumentale) e la pianistica “Enchantment”.

Toni drammatici di stampo neoclassico e sinfonico si alternano a momenti più soft e riflessivi; non si finirebbe mai di ascoltare “Carved in Stone”, un album davvero imprescindibile per chi ama le sonorità progressive non troppo tradizionaliste ma anche per chi si nutre di metal melodico e tecnicismi al servizio delle composizioni;

Etichetta: Magna Carta

Anno: 1995

Tracklist: 01. Cliffhanger 02. Segue 1 03. Crystalline Dream 04. Segue 2 05. Don't Ever Cry, Just Remember 06. Segue 3 07. Warcry 08. Celtic Princess 09. Deeper Than Life 10. Segue 4 11. Alaska 12. Segue 5 13. Ghostship: i) The Gathering The Night Before ii) Voyage iii) Dead Calm iv) Approaching Storm v) Storm vi) Enchantment vii) Legend viii) Ending
Sito Web: https://www.facebook.com/OfficialShadowGallery/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login