Sevendust – Recensione: All I See Is War

All I See Is War” è il titolo del dodicesimo album dei Sevendust. La carriera della band statunitense è partita oltre un ventennio fa con la pubblicazione dell’omonimo debut album e oggi, dopo travagliate variazioni di line-up e profonde mutazioni stilistiche, è giunta a un importante svolta.  Abbandonati gli esordi Nu Metal, il combo capitanato da Lajon Whiterspoon ha virato verso sonorità più Alternative Metal senza mai rinnegare, però, quella componente aggressiva e quella ricercatezza negli arrangiamenti da sempre vero marchio di fabbrica dei Sevendust.

In quest’ottica, se già il precedente lavoro – “Kill The Flaw” del 2015 – presentava al suo interno brani ben curati e scritti ma penalizzati da un’eccesiva omogeneità, “All I See Is War” riesce a migliorare questo limite e proporre ai fan dodici brani diretti, freschi e, soprattutto, ispirati, in grado di ridare nuova luce e verve alla band. Certo, ben consapevoli che i picchi qualitativi raggiunti in platter quali “Chapter VII: Hope And Sorrow”, a esempio, sono ancora lontani, non possiamo non avvertire la voglia dei Sevendust di tornare ad ammaliare con una proposta che alterna la rabbia degli esordi con la maturità costruita in tutti questi anni di carriera.

Forti, dunque, di un nuovo contratto discografico con la Rise e desiderosi di stupire, lasciamoci rapire dall’irruenza e dell’openerDirty” o dalle ritmiche serrate del mid-tempo “God Bites His Tongue”. La successiva “Medicated” continua lungo queste coordinate, impreziosita da un inciso pianistico nella sua parte centrale di grande effetto. Ci muoviamo spediti verso la fine del primo lato di “All I See Is War” con la potente “Unforgiven”, brano dalle ritmiche sincopate e dagli intrecci vocali molto articolati, con la sentita “Sickness” e con il ricercato rifframa di “Cheers”.

La seconda parte del disco si apre in maniera splendida con l’aggressiva “Risen”, in cui riaffiorano vecchie influenze Nu Metal, e con le bordate di “Moments”, traccia dalla strofa e dal bridge tensivo accompagnato da un piano dal sapore gotico. Gli ultimi quattro brani, però, presentano i primi segni di cedimento: dopo la debole “Not Original”, brano privo di mordente, “Descend” non riesce a risollevare il ritmo riproponendo uno schema già sentito e privo di quel giusto guizzo ammirato in precedenza. Decisamente meglio la conclusione con la straziante “Life Deceives You” e con i botti finali di “The Truth”.

Ripercorrendo i dodici brani di “All I See Is War” si avverte la cura riposta nel processo creativo di questo disco che, pur con qualche filler, ci restituisce la giusta fotografia di una band solida e con ancora molte cose da dire.

Sevendust All I See Is War Cover Album 2018

Voto recensore
7
Etichetta: Rise Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Dirty 02. God Bites His Tongue 03. Medicated 04. Unforgiven 05. Sickness 06. Cheers 07. Risen 08. Moments 09. Not Original 10. Descend 11. Life Deceives You 12. The Truth
Sito Web: https://sevendust.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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