Seven Sisters Of Sleep – Recensione: Ezekiel’s Hags

Su Relapse Records giunge il terzo album dei Seven Sisters Of Sleep, formati da Tim McAlary alla voce, Brock Elmore ed Eddie Bermudez alla chitarra, Chip Blake al basso e Brian Thomas alla batteria, un quintetto dedito a un sound sporco, marcio e malato che mette in evidenza tutto il malessere della società, sofferente e agonizzante.

La band propone un misto di Doom Metal, Sludge e Grind, sapientemente bilanciato e coinvolgente: la opener “Jones” travolge tutto con una batteria velocissima, una voce urlata e un parziale rallentamento di finale per darci l’impressione generale di trovarsi di fronte a materiale veramente crust.

Non c’è luce, non c’è speranza, c’è solo malessere: musica catartica in grado di esorcizzare i propri demoni che si propongono come all’inizio di “Denounce”, con quella lugubre atmosfera, una discesa nel doom sludge con finale grind, degna rappresentazione di ciò che suonano i Seven Sisters Of Sleep; la dinamica di “Gutter”, fra accelerazioni e rallentamenti, prelude a un finale con suoni sinistri, ombre che si addensano intorno all’ascoltatore e si concentrano ulteriarmente in “Plateau”, in cui note fumose e ribassate introdotte dai piatti della batteria creano un esasperante clima foriero di disperazione.

Se “Brother’s River” è il pezzo propriamente più metal in virtù del piglio veloce, subito dopo si tira bruscamente il freno a mano grazie alla pachidermica “Prey”, vero e proprio moloch che investe ogni ostacolo; la varietà non manca, come nella marcia della morte “Third Season” e nel pezzo che spicca di più di questo CD, “Sacred Prostitute”, con giri ottimamente architettati e accelerazione grind nel finale.

Da notare in coda di questo “Ezekiel’s Hags” (copertina bellissima, fra l’altro) gli unici sprazzi vagamente melodici in “Ud-Nun” e il tour de force finale di “Bastard Son” che mette a dura prova i nervi di chi ascolta e chiude il tutto con una seconda parte schizofrenica, a base di grind a velocità ipersonica.

Album sconsigliato ai deboli di cuore e tendenti alla tristezza, opera valida e in grado di essere guaritrice delle cicatrici dell’anima o fomentatrice di sana rabbia per gli altri: in ogni caso i Seven Sisters Of Sleep con questo “Ezekiel’s Hags” hanno fatto centro.

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Voto recensore
7
Etichetta: Relapse Records

Anno: 2016

Tracklist: 1. Jones 2. Denounce 3. Gutter 4. Plateau 5. Brother’s River 6. Prey 7. Third Season 8. Sacred Prostitute 9. Ud-Nun 10. War Master 11. Bastard Son
Sito Web: https://www.facebook.com/sevensistersofsleep/

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