Agathodaimon – Recensione: Serpent’s Embrace

In occasione della quarta release ‘Serpent’s Embrace’, anche i symphonic blacksters Agathodaimon si rifanno il trucco per stare più al passo con i tempi. Il nuovo album segna un deciso allontanamento dal black melodico e a tratti epico à la Dimmu Borgir che aveva contraddistinto i precedenti lavori della band, per abbracciare sonorità più accessibili e ricche di elementi “gotici”, tra cui dosi massicce di elettronica e voce pulita, cavernosa e un po’ teatrale. Da un punto di vista tecnico tutto appare perfetto, i brani alternano in giusta dose momenti squisitamente “estremi” ad altri melodici e soffusi, la produzione è moderna, pulita, eccellente in una parola. Cosa c’è che non va dunque? I brani stessi purtroppo, che presi singolarmente risultano ripetitivi, poco ispirati ed eccessivamente “artificiosi”, un po’ come se gli Agathodaimon cercassero questa originalità in maniera forzata. Nemmeno la dark ballad ‘Solitude’, affidata alla bellissima voce della singer Ophelia (da alcuni anni collaboratrice della band) riesce a lasciare il segno, ma fugge via in modo piuttosto anonimo. Ennesimo lavoro che vanta una splendida confezione, ma carente di contenuto.

Voto recensore
5
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist:

01.Cellos For The Insatiable
02.Serpent’s Embrace
03.Rebirth
04.Light Reborn
05.Faded Years
06.Solitude
07.Limb Of A Stare
08.The Darkness Inside
09.Bitter End
10.Feelings


andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login