Abused Majesty – Recensione: Serpenthrone

Un’altra band proveniente dalla Polonia trova asilo presso la francese Adipocere. Abused Majesty è un progetto composto da musicisti piuttosto esperti e preparati, almeno così si deduce da una biografia che ci presenta la band come attiva dal 1998 (allora i ragazzi avevano 16 anni e definivano la loro musica “savage black metal”). Evidentemente di tempo ne è passato e il suono di oggi si plasma su coordinate maggiormente melodiche e strutture più complesse. Sin dal primo pezzo vengono in mente gli Emperor, quelli più tecnici dell’ultimo periodo, e anche qualcosa di più sinfonico (Dimmu Borgir), ma rinchiudere gli Abused Majesty all’interno dell’insieme black metal sarebbe una limitazione eccessiva. Ci sono infatti alcuni elementi accostabili al death-metal, soprattutto la voce aggressiva ed altri momenti in cui fanno capolino le melodie malinconiche tipiche dello swedish sound. Per mettere insieme il tutto servono indubbiamente delle buone capacità tecniche, qualità che i nostri dimostrano comunque di possedere. Quello che non ci soddisfa a pieno è però la pasta del songwriting. Pur non demeritando, gli Abused Majesty faticano a costruire qualcosa in grado di lasciare un’impressione definitivamente positiva. Ci sembra che manchi una direzione comprensibile alle composizioni, che spesso si aggrovigliano creando un insieme di riff, stacchi e interventi melodici da cui non emerge un’intenzione precisa. Nonostante la tanta carne al fuoco la personalità stenta ad emergere, e la necessità di farsi notare in un settore affollato come quello estremo è una tappa obbligata per chi vuole uscire dal gruppone dei mediocri. Manca forse solo quel passo in più verso la maturazione stilistica che dovrebbe permettere al gruppo di saltare davanti a molti. Per ora solo una promessa con un futuro da costruire.

Voto recensore
6
Etichetta: Adipocere / Masterpiece

Anno: 2005

Tracklist:

01. A Dream of Sleeping Warriors
02. The Path of Sword
03. Reviving of the Master of the Dead
04. The Crown of the Serpentine King
05. The Fall of Black Fortress
06. A Burning Army
07. Upon the Throne of Serpents
08. Ravens Brought Them Victory
09. The Inferno that Took His Life
10. Epilogue - A Prophecy: Fall of the Last Temple of Time


riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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