Sepultura – Recensione: Quadra

Un disco dalle molte facce, dalle tante visioni e dalle molteplici intuizioni. “Quadra” dei Sepultura è l’ennesimo capitolo di una storia lunghissima e per certi versi complicata, ma che con questo nuovo parto dei talenti di Kisser & Soci trovano una freschezza forse inaspettata.

Dopo il valido “Machine Messiah” (la nostra recensione) i nostri scelgono una strada diversa, più cerebrale dove c’è logicamente l’irruenza tipica dei carioca, e tutte le frustate di Kisser che si annodano alla voce di Green.

Ma in queste tracce c’è davvero qualcosa di più.

Piace il tema dei “quadra” ovvero delle divisioni presenti all’interno di un campo da gioco, e quindi per esteso della vita. Vite, confini, credenze e religioni: tutti “quadra” raccontati e snocciolati dai Sepultura, che “giocano” anche con l’artwork mettendo in gioco il motore di tutto, il denaro.

Piacciono le “quattro fasi” del disco e le anime diverse che lo costruiscono in maniera diversa ma sostanzialmente armonica. In queste 12 canzoni c’è anima e determinazione, c’è la radice tribale dei nostri (la bella “Capital Enslavement”) che si trasforma in rabbia thrash/death, ci sono le bordate di “Isolation” ed “Alì”.

Piacciono i nostri anche quando arrivano ad abbracciare il tema della natura nell’emozionante “Guardians Of the Earth”. Prima solo chitarra acustica, come l’alba a svegliare una foresta, poi l’impatto devastante della musica a scuotere e squassare la natura. “There’s no second chance” canta Derrick, ed ancora una volta il messaggio politico dei Sepultura è forte e chiaro nel difenderlo. Epica, drammatica e probabilmente la migliore di tutte le canzoni di “Quadra”.

Il disco marcia verso la fine che è un piacere (bella “The Pentagram”) con le due anime di “Autem” che si scontrano portando verso la title track: 50 secondi scarsi di chitarra acustica. Rapida scheggia, un lampo improvviso che sembra quasi un contro alla rovescia, l’ultima chiamata per umanità e pianeta terra.

Si arriva all’ultimo “quadra”, la parte più riflessiva per i nostri di questo disco, e se “Agony Of Defeat” impressiona per la tensione drammatica e le orchestrazioni (tra tribali e classiche). Chiusura da applausi con “Fear, Pain, Chaos, Suffering”, ultima perla di un lavoro complesso e dai tantissimi pregi.

Un disco profondo, intenso ed intelligente. I Sepultura con “Quadra” centrano un’opera decisamente di spessore.

Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2020

Tracklist: 1. Isolation 2. Means to an End 3. Last Time 4. Capital Enslavement 5. Ali 6. Raging Void 7. Guardians of Earth 8. The Pentagram 9. Autem 10. Quadra 11. Agony of Defeat 12. Fear, Pain, Chaos, Suffering

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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