Sempiternal Past - The Darkthrone Demos

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Sempiternal Past – The Darkthrone Demos

Darkthrone

Track Listing

01. LandOf Frost
02. Winds Of Triton
03. Forest Of Darkness
04. Odyssey Of Freedom
05. Day Of The Dead
06. Intro
07. Snowfall
08. Eon
09. Thulcandra
10. Archipelago
11. The Watchtower
12. Accumulation Of Generalization
13. Sempiternal Past / Presence View Sepulchrality
14. Iconoclasm Sweeps Cappadocia
15. Soria Moria Slott (Oslo TV 1989)
16. Eon / Thulcandra (Oslo TV 1989)
17. God Of Disturbance And Friction

 

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Peaceville da nuovamente risalto a una punta di diamante del proprio catalogo, i norvegesi Darkthrone, protagonisti di una release che solleticherà il palato di fan e collezionisti. Dopo le recenti ristampe (è attesa a breve anche la reissue di “Plaguewielder”) e il cofanetto “Frostland Tapes”, uscito nel 2008 in occasione del ventennale della band, è nuovamente tempo di rispolverare i vecchi demo in cassetta con “Sempiternal Past – The Darkthrone Demos”.

L’operazione venne in effetti già sfruttata proprio con il già citato “Frostland Tapes”, che non solo conteneva i primi quattro demo in cassetta della band (“Land Of Frost”, “A New Dimension”, “Thulcandra”, “Cromlech”), ma anche un rare live in Danimarca datato 1990 e la versione strumentale di “Goatlord”. “Sempiternal Past” è forse meno generoso da questo punto di vista, poiché contiene soltanto i demo (ulteriormente ripuliti) ma non manca di alcune rarità (ad esempio i brani eseguiti presso la televisione di Oslo nel 1989) che convinceranno gli incalliti collezionisti a fare propria l’uscita. Il lavoro sarà peraltro disponibile sia in Cd che in doppio Lp, con incluso un ricco booklet di immagini dei primi anni di attività di Fenriz e Nocturno Culto.

 Abituati come siamo a produzioni perfette anche in ambito estremo, non dobbiamo assolutamente aspettarci un lavoro formalmente impeccabile. Qui siamo sul finire degli anni ’80, fino ad allora il concetto di “estremo” era stato dettato dai Bathory, dai Venom e dai Celtic Frost, per certi versi anche dai Mayhem, che in effetti anticiparono i tempi, ma l’etichetta “black metal”, riguardava forse più un’atmosfera ed un panorama lirico piuttosto che un genere musicale. A band come i Darkthrone (alle quali ci si riferiva come death metal) va dunque il merito di aver contribuito in maniera nevralgica allo sviluppo di una scena che dagli anni’90 in avanti avrebbe fatto parlare di sé, che si sarebbe (inevitabile) fisiologicamente evoluta, mantenendo però i propri semi in questi lugubri lavori. All’ascolto di alcune tracce dei demo viene da chiedersi se quegli adolescenti incazzati con il mondo fossero davvero in grado di suonare degli strumenti e perché il loro cantante, rantolava. Eppure c’era un certo fascino diabolico in quell’immonda fanghiglia. Con il senno di poi e uno spirito di analisi anch’esso maturato di vent’anni, scopriamo come, non solo le band che abbiamo citato sopra ma anche gli acts di metal classico fossero indissolubilmente compresi tra le influenze della malvagia entità.

Un’entità in seguito maturata ed evolutasi, interessante da riscoprire in questa raccolta non propriamente imperdibile ma consigliabile senza indugi ai die-hard fans del combo nordeuropeo.

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