Spineshank – Recensione: Self-Destructive Pattern

Se una mattina i Linkin Park si svegliassero con la luna di traverso e incazzati decidessero di mandare a quel paese ogni desiderio di scalare le classifiche di mezzo mondo, probabilmente si metterebbero a suonare come gli Spineshank di quest’ultimo ‘Self-destructive pattern’. Paragoni più o meno azzardati a parte, il tempo che passa si fa sentire anche per questi quattro ragazzi californiani. Rispetto ai due precedenti lavori in studio ci troviamo di fronte ad un album più ragionato e per certi versi maturo, a partire dalla struttura delle composizioni fino ad arrivare all’uso più moderato dell’elettronica, passando per una produzione decisamente migliorata. A parte questi piccoli passi in avanti (comunque degni di nota), ‘Self-destructive pattern’ non si discosta di molto da quanto già sentito sul precedente ‘The height of callousness’. E’ “solo” un ottimo disco di rock moderno (chiamarlo metal potrebbe offendere gli ascoltatori più sensibili), quindi non aspettatevi di leggere chissà quali novità in questa recensione, anzi… Volete sapere cosa c’è in questo CD? Ci sono parti aggressive e tirate alternate, sia a livello vocale che strumentale, a parti più melodiche accompagnate come da copione dal classico chorus che dopo essersi ficcato nella vostra testa vi alloggerà comodamente per un bel pò di tempo. Nessuna novità, appunto, vogliamo allora parlare dei singoli brani? No, direi di no… tanto ormai avete già capito di cosa si sta parlando. La domanda a questo punto è soltanto una… ne vale la pena? La risposta è semplice ed è si. Perchè le canzoni sono belle e anche se non rivoluzionano un genere riescono a risultare fresche e convincenti, perchè la qualità c’è davvero e soprattutto perchè al giorno d’oggi se sono in tanti a fare questo tipo di musica, sono in pochi a saperla fare a questo livello. E scusate se è poco…

Voto recensore
7
Etichetta: Roadrunner / Universal

Anno: 2003

Tracklist: 1. Violent Mood Swings
2. Slavery
3. Smothered
4. Consumed (Obsessive Compulsive)
5. Beginning Of The End
6. Forgotten
7. Self-Destructive Pattern
8. Tear Me Down
9. Stillborn
10. Falls Apart
11. Fallback
12. Dead To Me

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login