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Seer – Recensione: Vol. III & IV: Cult Of The Void

Interessante opera prima sulla lunga distanza per i canadesi Seer, che si presentano sul mercato discografico con “Vol. III & IV: Cult Of The Void”, terzo e quarto episodio di un concept di carattere spirituale, occulto e fantascientifico, seguito dei due volumi usciti nel 2015 e nel 2016 come Ep.

Quella dei Seer è una visione caratteristica della materia oscura dove convergono spunti dal panorama doom-sludge distorto dalla rabbia dell’hardcore e con numerose soluzioni post-metal, dove i punti di riferimento, ottimamente assimilati dai nostri, si possono trovare negli Isis, nei Neurosis e ancora nei Cult Of Luna, The Ocean, Baroness, Yob, Minsk e primi Mastodon.

E’ un metal moderno, fisico e riverberato quello dei Seer, che mostrano subito i muscoli nell’opener “Ancient Sands (Rot Preacher)”, brano ben costruito che parte con una cupa base ambient per trasformarsi in una ossessiva cavalcata doom/sludge che evidenzia l’ottimo bagaglio tecnico dei nostri e tra le possenti bordate delle chitarre e di una sezione ritmica quadrata e potente, non lesina melodie intriganti tessute dall’organo hammond. Piace inoltre l’alternarsi delle voci di Bronson Lee Norton, che possiede un crooning molto particolare a metà strada tra Glenn Danzig e Jaz Coleman e lo screaming stridulo di Kyle Tavares, anche chitarrista.

La prima parte dell’album, che termina con “Burnt Offerings”, prosegue su questa visione personale dello sludge/doom comprensiva di numerose virate stilistiche. “Acid Sweat” ad esempio possiede un tiro rock dal flavour vintage, sebbene nel finale diventi sempre più veloce e dissonante. “They Used Dark Forces”, nei suoi nove minuti di durata è invece varia e cangiante, con parti compresse ed estreme ai limti del doom/death, punte sabbathiane e anche un finale stranamente elettronico che crea un effetto disturbante.

La suite strumentale di tre parti (“Tribe Of Shuggnyth”, “Spirit River” e “Passage Of Tears”) e संसार che in hindi significa qualcosa come “mondo”, “universo”, rappresentano un capitolo a sè. Ciascuno dei tre episodi propone un distinto stile chitarristico ora acustico, ora elettrico, mentre il pezzo conclusivo è memore di un certo dark-folk e nuovamente esalta la voce pulita e baritonale di Bronson Lee Norton.

I Seer si confermano dunque un’entità sopra le righe e di certo non per chi è in cerca di un ascolto disimpegnato.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Art Of Propaganda

Anno: 2017

Tracklist: 01. Ancient Sands (Rot Preacher) 02. Acid Sweat 03. They Used Dark Forces 04. Burnt Offerings 05. I: Tribe Of Shuggnyth 06. II: Spirit River 07. III: Passage Of Tears 08. संसार
Sito Web: https://www.facebook.com/seervancouver/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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