Secrets Of The Sky – Recensione: Pathway

I californiani Secrets Of The Sky avevano già colpito positivamente il nostro portale in occasione del debut album “To Sail Black Waters”, testimonianza della versatilità di questo gruppo e lasciapassare per il nuovo contratto con la prestigiosa Metal Blade, che punta in modo deciso sulle evidenti potenzialità del five-piece di Oakland.

Logica prosecuzione stilistica/concettuale del suo predecessore, “Pathway” comincia proprio dal riff sfumato che chiudeva “To Sail Black Waters” e ne riprende la melodia portante per dare inizio a una nuova opera. L’ibridazione in chiave atmosferica e progressiva tra black e doom metal trova nel secondo studio album ulteriore sviluppo, sebbene siano le sensazioni introspettive ad avere un risalto maggiore. Un album composto da sei pezzi dal minutaggio lungo, ciascuno spezzato da un intermezzo “filmico” che aggiuge tessere al puzzle narrativo sviluppato dall’esemble americano.

Si potrebbe dire che le fonti di influenza siano sempre quelle, ovvero riferimenti a chi ha fatto della ricerca in ambito post rock un fiore all’occhiello. Possiamo citare Agalloch, Fen, Katatonia del periodo mediano, tutti con opportune diversificazioni ma accomunati da un’evoluzione costante. “Pathway” fa per forza di cose venir meno il fattore sorpresa, ma l’ascolto è scorrevole e gratificante, attraverso brani cangianti e ricchi di melodie drammatiche che non dimenticano risvolti estremi a volte anche crudi ma tecnicamente superiori.

“Three Swords”, crepuscolare e introspettiva è ottimo esempio di quando detto, ma a nostro parere è in episodi come “Garden Of Prayers” e “Eternal Wolves” dove l’album raggiunge il suo climax, grazie alla versatilità vocale di Garett Gazay (che si divide tra un profondo growl e un emozionante pulito) e al sound corposo garantito dalle due chitarre e dalle due tastiere. Non mancano ovviamente momenti più spigolosi, ad esempio “Fosforos”, traccia veloce ed abrasiva memore dell provenienza black metal, ma sempre limata agli angoli da passaggi intimi e carichi di atmosfera.

Un buonissimo disco di genere, che diventa un must per gli estimatori delle sonorità estreme ricercate e trasversali.

Voto recensore
7
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. I
02. Three Swords
03. II
04. Angel in Vines
05. Another Light
06. III
07. IV
08. Garden Of Prayers
09. V
10. Fosforos
11. VI
12. Eternal Wolves
13. VII


Sito Web: https://www.facebook.com/secretsofthesky

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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