Flying Colors – Recensione: Second Nature

Ci avevano sorpreso i Flying Colors nel 2012, con un debutto fresco e catchy, a metà fra il prog da cui proviene buona parte del suo background e un afflato pop che dava forma a brani estremamente diretti e orecchiabili, pur eseguiti con gusto e classe da vendere. Il lavoro era il frutto dell’unione fra le forze di mostri sacri come Steve Morse, Mike Portnoy, Neal Morse, Dave LaRue e il talento del cantante Casey McPherson (Alpha Rev).Chi temeva che l’album omonimo rimanesse figlio unico può tirare un sospiro di sollievo. Chi si attendeva un seguito che andasse pedissequamente nella direzione tracciata con il primo lavoro si prepari a rimanere sorpreso.

L’album parte alla grande, mettendo immediatamente l’accento sull’elemento prog che in generale è decisamente preponderante in “Second Nature, ed è proprio questa la caratteristica fondamentale e vincente: la splendida cangiante “Open Your Eyes” ne è manifesto pressoché perfetto, disegnando paesaggi sonori delicati e complessi senza per questo perdersi in sterili tecnicismi. Elementi provenienti dal rock, dal jazz, dalla fusion vengono assemblati, qui e nel resto dell’album, con disarmante naturalezza, tenuti assieme da una sezione ritmica inarrivabile e dal tessuto di tastiere creato con intelligenza e sensaibilità da Neal Morse.

Notevolissimo il primo singolo “Mask Machine”, ruvido, moderno e diretto, capace di dare uno scossone anche grazie al contrasto rispetto alle atmosfere rilassate degne del miglior prog romantico. Assolutamente irresistibile la sincopata “Bombs Away”, il basso di Dave LaRue a fare da contrappunto alla chitarra di Steve Morse, semplicemente micidiale. Pure la ballad “The Fury Of My Love” è inusuale, con l’interpretazione di Casey McPherson che richiama atmosfere surreali. Ancora, la liquida “Lost Without You” accompagna in un viaggio delicato fino al sapore esotico di “One Lost Forever” che aggiunge colori ancora diversi al quadro dipinto dai Flying Colors. Il capolavoro la band lo piazza con “Peaceful Harbor”, brano capace di trasmettere emozioni dall’intensità quasi insostenibile, retaggio dei Pink Floyd più maturi.

“Second Nature” si chiude come si apriva, con un pezzo lungo e articolato come “Cosmic Symphony”, testimonianza pura, con i fatti, di come il termine supergruppo, nel caso dei Flying Colors, non sia in alcun modo fuori luogo o esagerato. Il brano e l’album si concludono con un crescendo liberatorio, prova definitiva della straordinaria crescita di qualcosa che ormai è più di un progetto, o almeno questa è la speranza alla luce di “Second Nature”.

Un lavoro che privilegia lo stato d’animo malinconico del tramonto. Un tramonto, però, alla fine di una giornata di pioggia, in cui fa capolino, proprio prima di inabissarsi nel mare, un raggio di sole.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Mascot / Edel

Anno: 2014

Tracklist:

01. Open Up Your Eyes
02. Mask Machine
03. Bombs Away
04. The Fury Of My Love
05. A Place In Your World
06. Lost Without You
07. One Lost Forever
08. Peaceful Harbor
09. Cosmic Symphony
I. Still Life Of The World
II. Searching For The Air
III. Pound For Pound


Sito Web: http://flyingcolorsmusic.com/

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