Letzte Instanz – Recensione: Schuldig

Settimo studio album per i tedeschi Letzte Instanz, una band che nei suoi tredici anni di attività, le ha provate un po’ tutte per emergere nel panorama gothic. Apprezzati in patria (e ci mancherebbe, visto il cantato teutonico e l’immediatezza delle loro canzoni), all’estero il gruppo non ha mai creato un seguito consistente. Il motivo è da imputare forse alla scarsa creatività, che nel corso del tempo ha portato i mitteleuropei a scimmiottare i principali esponenti del lato oscuro della musica crucca: Rammstein, Lacrimosa, In Extremo e chi più ne ha, più ne metta.

“Schuldig” è un disco che si sicuro non risolleva le sorti di questo ensemble che non ha mai brillato né per originalità né per (almeno quello!) il saper copiare bene, ma in fondo, se paragonato alle uscite recenti e del tutto sbiadite, diverte e si lascia apprezzare nella sua interezza.

La formula è sempre quella: canzoni fondamentalmente innocenti ma orecchiabili che mischiano metal, dark, folk e pop in un calderone abbastanza armonico, in cui i nostri, tra parti di violoncello e spruzzate di elettronica, riescono a coinvolgere quanto basta. Ed è anche piacevole fare due salti ascoltando “Mein Leben” o “Komm!”, highlights di un lavoro certamente non fondamentale ma comunque discreto.

Voto recensore
6
Etichetta: Drakkar / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist: 01.Mea Culpa
02.Mein Engel
03.Flucht Ins Gluck
04.Eisherz
05.Traumlos
06.Dein Licht
07.Die Eine
08.Vollmond
09.Feuer
10.Mein Leben
11.Der Garten
12.Komm!
13.Finsternis
14.Wann

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