Von Branden – Recensione: Scherben

C’è sicuramente qualcosa di buono nel disco d’esordio dei tedeschi Von Branden, trio portabandiera di un gothic metal fortemente influenzato dal doom, in grado di staccarsi dai trend del momento e di creare un lavoro con delle discrete potenzialità.

Sorvolando sulle note biografiche della band, nelle quali si legge tra l’altro che “As ambassadors of Neomonarchy we remain in secret, waiting for the dawn of the time. As keepers of souls we wander among you, seeding discord and pain in your world”, si osserva che la maggior parte dei brani di “Scherben” viaggiano su ritmi molto lenti, tipici appunto del doom, su cui si incastrano più voci maschili, a volte pulite, a volte in un cupo growl, e una voce femminile, che a tratti duetta con le altre, come è invece abbastanza tipico del gothic (è il caso ad esempio di “Ignoranzkult”). L’album ha inizio con due brani molto interessanti per la presenza di un violoncello, che incrementa il senso di malinconia presente in “Behind The Rain”, e di un sax, che fa la sua comparsa all’inizio e alla fine di “Scherben”. Il violoncello riappare poi come sottofondo in “Bitter Lies In Pure Dismay”, unico brano in cui il ritmo diventa un po’ più sostenuto, e in “Elend”, pezzo dalle caratteristiche tipicamente doom, dove la voce growl raggiunge uno dei suoi apici. In generale i Von Branden si muovono bene sui due generi di loro interesse, riuscendo a mescolarne le caratteristiche principali e creando al tempo stesso sonorità proprie. Da evidenziare inoltre, a conclusione dell’album, la presenza della cover di “Winter”, brano targato Tori Amos, un’autrice che potrebbe risultare insolita in un disco di questo genere, che diventa invece una interessante sorpresa per la mescolanza di piano, voce pulita e voce growl, per un effetto emozionante anche per chi magari non ama sonorità estreme a livello vocale. Gli estimatori del doom avranno quindi soddisfazione dall’ascolto di questa nuova band.

Voto recensore
6
Etichetta: Greyfall / Audioglobe

Anno: 2007

Tracklist:

1 - Behind the rain
2 – Scherben
3 – Ignoranzkult
4 - Bitter lies in pure dismay
5 – Vergessen
6 - Zwischen welten
7 - Consuming life
8 – Elend
9 - Winter (Tori Amos cover)


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