The 69 Eyes – Recensione: Savage Garden

Per molti i The 69 Eyes sono solamente un gruppo goth, esploso grazie al successo riscosso dal loro album “Blessed Be” uscito nel 2000, trainato dall’esplosione dei connazionali Him che con il loro masterpiece “Razorblade Romance”, rilasciato proprio nello stesso anno, li ha portati all’attenzione dei media in tutto il mondo. Sbagliato, in quanto in Italia, il culto dei The 69 Eyes, era già diffuso e in ottima salute da un bel po’ di tempo e le loro famose gesta e scorribande in campo rock’n’roll, erano piuttosto note e molto seguite, grazie anche a dei memorabili tour, anche sul suolo italico, che li ha portati a girare in lungo e in largo il bel paese. Famosissima anche la rubrica di Jyrki (frontman del gruppo), su un noto mensile italiano, in cui il leader della band finnica, curava una paginetta tutta sua, dove raccontava le avventure on the road del suo gruppo, oppure suggeriva le uscite discografiche più interessanti del mese. Come non dimenticare anche la celeberrima fanzine culto “Get Down To 69”, che si poteva ordinare direttamente dalla band per una manciata di dollari e che ormai è diventata un vero e proprio pezzo di collezione. Questo per spiegare che prima della svolta gotica, il five-piece, aveva ben salde le radici musicali nel più ruvido e decadente rock’n’roll, fatto di sudore, adrenalina e scalcinati palchi sparsi per tutta Europa. “Savage Garden”, rappresenta un po’ tutto questo, una somma dello stile spericolato della band, fatto di eccessi, party infiniti, film di Russ Meyer, vera attitudine e tanto ruvido rock, influenzato in egual modo sia dai soliti nomi del Sunset Strip, ma anche da mostri sacri come Motorhead, Iggy Pop e i Cramps, band ingiustamente sottovalutata. L’album, dopo un breve intro a sfondo sessuale, parte in quinta con la dirompente “Tang”, bel biglietto da visita sfrontato ed efficace che fa proprio al caso nostro, per poi darci il colpo di grazia con un altro pezzo da novanta quale “Smashed ’n’ Trashed”, in cui la voce graffiante e roca di Jyrki, la fa da padrone. Con “Velvet Touch” l’atmosfera cambia e anche il cantato diventa più cupo, tanto che il pezzo, successivamente verrà ripreso e rivisitato in chiave goth proprio su “Blessed Be”. Qui la versione è più rock-oriented, ma già da questo momento, si può notare che certe influenze vantate dalla band in tempi successivi, come quelle per i Sisters of Mercy e Joy Division, erano già germogliate un bel po’ di anni prima. Altri brani significativi dell’album sono la successiva “Mr Pain”, con un ritornello ipnotico e ficcante e “Ghettoway Car” dal refrein irresistibile, adattissima per essere sparata a mille dallo stereo della macchina. Su “Wild Talk”, troviamo la straordinaria apparizione di Andy Mc Coy (Hanoi Rocks), per un brano davvero emozionante e sicuramente uno degli apici qualitativi del disco. Con la strumentale title track, si chiude questo formidabile album, un lavoro questo “Savage Garden”, che è stato un percursore della futura esposione dello Scan Rock, che di li a breve, avrebbe travolto l’industria musicale, un album che al giorno d’oggi è ancora attuale e ha tutte le carte in regola per non sfigurare affatto con le più recenti uscite del settore. Un album genuino e semplice nella sua sfrontatezza e sopratutto un album, che non deve mancare affatto nelle vostre collezioni di dischi preziosi!

Etichetta: Gaga Goodies / Poko Records

Anno: 2000

Tracklist:
01. 1-800-Sleazorama
02. Tang
03. Smashed 'n' Trashed
04. Velvet Touch
05. Mr. Pain
06. Lady Luck
07. Motor City Resurrection
08. Ghettoway Car
09. Wild Talk
10. Get It Off
11. Always
12. Demolition Derby
13. Savage Garden

 


Sito Web: http://www.69eyes.com/

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