Satyricon – Recensione: Live At The Opera

Il connubio tra metal e musica classica si perde nella notte dei tempi e ormai non fa più gridare al miracolo, nella migliore delle ipotesi suscita un minimo di genuina curiosità. Con questa premessa, l’autore di questo articolo si è avvicinato a “Live At The Opera” con alcuni leciti dubbi sulla resa dei brani dei Satyricon in simili vesti. Registrato nel Settembre 2013 presso il Den Norske Opera & Ballet di Oslo con il contributo di ben 55 coristi del Norwegian National Opera Chorus, il live di cui andremo a parlare fotografa la band all’indomani della registrazione di “Satyricon” (l’album qui più omaggiato). Il gruppo è intento a riproporre i suoi classici, con un occhio di riguardo per il periodo recente, in guisa per così dire “sperimentale” e assolutamente inedita per Satyr e Frost.

Sì, fa un certo effetto vedere una platea ordinata e seduta in occasione di ciò che resta fondamentalmente un concerto black metal, ma al di là di alcuni lievi cedimenti strutturali che mostrano la difficile conciliabilità tra due universi tanto distanti, la prova riesce davvero bene e si fa apprezzare. La band è concentrata al massimo e offre uno spettacolo senza sbavature, altrettanto i coristi, che a volte danno come l’impressione di sentirsi fuori luogo ma di certo garantiscono un contributo nevralgico alla buona riuscita dello show. Fin dalle prime note scompaiono i dubbi sulla credibilità di un lavoro simile, che si impone per intensità e atmosfera. Notiamo come nei brani più diretti, le sovrapposizioni vocali tra i coristi rendano il tutto solenne ma non altezzoso, lasciando che la voce di Satyr e il drumming di Frost restino le linee guida delle canzoni. Nell’efficacia e in fondo anche nella semplicità della versione originale, episodi come “Now, Diabolical”, “Nocturnal Flare”, “The Pentagram Burns” e la stessa “K.I.N.G.” (ormai celeberrima canzone di black’n’roll e inno dei nostri), acquistano una forza non sospetta e ne escono arricchiti. E in alcuni momenti il coro ruba la scena, ad esempio in occasione di “Phoenix”, complice la performance vocale di Sivert Høyem (Madrugada, già presente anche sul disco), il cui tono basso e malinconico incontra molto bene la sensazione di crescendo creata dai performer.

Ma è quando i pezzi possiedono una natura epica che l’alchimia diventa quasi perfetta. “To The Mountains” acquista un incedere fiero e rigoroso, mentre “Mother North”, già di per sè uno dei momenti più alti tra le composizioni del duo di Oslo, ottiene una sorprendente drammaticità e solletica le corde dell’emozione. Una prova interessante dunque, certo non si può parlare di novità in senso assoluto, ma l’accompagnamento che i cori operistici danno ai brani dei Satyricon è avvincente e teatrale. Questo potrebbe bastare ai fan di nuova generazione, un po’ meno a chi è legato alle produzioni storiche dei nostri, purtroppo qui tralasciate. D’altronde il nuovo corso è già stato tracciato.

Voto recensore
7
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Voice Of Shadows
02. Now, Diabolical
03. Repined Bastard Nation
04. Our Wold, It Rumbles Tonight
05. Nocturnal Flare
06. Die By My Hand
07. Tro Og Kraft
08. Phoenix
09. Den Siste
10. The Infinity Of Time And Space
11. To The Mountains
12. The Pentagram Burns
13. Mother North
14. K.I.N.G


Sito Web: http://www.satyricon.no/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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