Darkest Hate Warfront – Recensione: Satanik Annihilation Kommando

Attivi da circa un lustro nell’underground sudamericano, i blacksters brasiliani Darkest Hate Warfront presentano al pubblico il debut full-length ‘Satanik Annihilation Kommando’. Curioso come i nostri, che provengono da una terra associata più spesso alle danze e al calore, siano dediti ad un black metal che molto deve alla scena nordeuropea, con i Marduk quali punto di riferimento principale.

‘Satanik Annihilation Kommando’ concentra in soli 28 minuti di durata tutta la rabbia dei carioca, che colpiscono l’ascoltatore con otto tracce (più una intro e una outro) di black eseguito a tutta velocità, marziale e privo di compromessi, sebbene piuttosto vario a livello tecnico.

In questo senso si rivela molto buona la scelta di arricchire i singoli brani con assoli graffianti ma anche dotati di un pathos epico capace di creare un impatto emozionale all’ascolto (‘Satan’s Cult Of Terror’, ‘Purification By Hatred’, ‘Possessed By Fire’), sebbene la velocità esecutiva rimanga il corpo espressivo principale.

Il primo paragone che balza in mente è senza dubbio ‘Panzer Division Marduk’, e in fondo questo ‘Satanik Annihilation Kommando’ lo ricalca in più punti, riproponendo appieno quelle stesse atmosfere marziali e devastanti.

Un disco che soffre di qualche dejà vu dunque, ma che lascia intravedere molte qualità. Una volta liberatisi da una devozione così forte dai propri ispiratori i Darkest Hate Warfront potrebbero fare breccia nella scena estrema, per il momento sono comunque meritevoli di attenzione da parte dei fruitori del genere.

Voto recensore
6
Etichetta: Ketzer / Andromeda

Anno: 2005

Tracklist:

01.Infernal Baptism (Intro)
02.Order Of Battle
03.Satanik Annihilation Kommando
04.Satan’s Kult Of Terror
05.Scourge Of Wormkind
06.Final Solution
07.Duty Fullfillment
08.Possessed By Fire
09.Purification By Hatred
10.The Aftermath (Outro)


andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login