Satanic Pop Metal

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6,5

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Satanic Pop Metal

Semargl

Track Listing

01. I Hunger

02. Sweet Suicide

03. Drag Me To Hell

04. God Is Not Love

05. Tak, Kurwa

06. Suck My Dick

07. Labyrinth

08. Join In Fire

09. I Hate You

10. Opium

11. Anti I Am

12. Loneliness

13. Redire

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Blacksters di tutto il mondo…aggiornatevi! Per adorare il Satanasso, oggi non è più necessario pittarsi la faccia e indossare chili di borchie, siate al passo con i tempi e fate come gli ucraini Semargl (che una volta, il black metal lo suonavano pure!) e anziché gracchiare bestemmie al microfono, copritevi di glitter e PVC, divertitevi e chi s’è visto, s’è visto. Eh già, perché questo “Satanic Pop Metal”, disco che farà indubbiamente torcere le budella ai puristi, è un disincantato platter di rock elettronico solo a tratti riconducibile al metal, una nuova incarnazione per questa band (in effetti lievemente anticipata da “Ordo Bellictum Satans” del 2010) che smette i panni dell’estremo per indossare quelli più disimpegnati (e remunerativi?) dell’alternativo.

Non c’è che dire, al di là della marea di critiche che, è inevitabile, pioveranno loro addosso, i Semargl mostrano il coraggio di fare qualcosa di diverso e in fondo lo fanno anche bene. Non sfornano un capolavoro, ma “Satanic Pop Metal” si rivela un platter piacevole dalla prima all’ultima nota e senza grandi pretese, diverte e si lascia ascoltare con piacere. Notiamo come l’elettronica faccia ora la parte del leone, a partire dall’opener “I Hunger”, un brano di pop rock innocuo ma intrigante con basi di musica techno ove il growl fa da contro-altare alla voce femminile, seguita da “Sweet Suicide”, pezzo anthemico con tutte le potenzialità del singolo, dotato di uno di quei ritornelli esplosivi che potreste pericolosamente trovarvi a canticchiare sotto la doccia. Notiamo come la band non disdegni però qualche guizzo intelligente all’interno di questo corpo sonoro laccato e ruffiano, ad esempio in “Drag Me To Hell”, con spunti che paiono arrivare dal pop anni ’80, ancora in “Suck My Dick” (certo che anche il panorama lirico deve essere piuttosto aulico…), dal tiro decisamente più rock e infine nei beats alla Prodigy di “I Hate You”, episodio più muscolare accompagnato da grasse chitarre distorte.

Nonostante questo, i nostri mettono la melodia efficace di fronte a tutto e si preparano ad assalire un pubblico ben più vasto di quello riservato al black metal. Che dire, il coraggio di osare ce l’hanno avuto e in fondo “Satanic Pop Metal” riesce pure a garantire numerosi ascolti senza pensieri. Se pensate di possedere una mentalità abbastanza elastica, date loro una chance.

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