Sarke – Recensione: Gastwerso

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Ted Skjellum deve annoiarsi molto, come insegnante di musica in una scuola elementare e costretto con il duo Darkthrone a suonare solo in studio. Ecco allora l’arrivo dei Sarke, fondati da lui e dal collega Thomas Berglie, già batterista dei Tulus e dei Khold. In tutti e tre i casi, specialmente del gruppo in questione, stiamo parlando di progetti di metal estremo ed elementare che pescano a piene mani dai famosi pionieri svizzeri: i fan parlano di “black metal lento e sporco”, ma basterebbe usare la parola “punk” per sfatare tutti i miti. Con una moderata attività dal vivo e in studio, i Sarke si possono considerare un gruppetto valido e continuo, che fa il proprio lavoro senza tirare fuori capolavori.

Qualche cambiamento si nota nell’ultimo album del gruppo, “Gastwerso”: accordatura un tono e mezzo sotto quella standard, totale perdita delle progressioni modali death dei precedenti e tendenza ad un riffing più melodico e pigro basato su chiavi minori e suoni di tastiera tutt’altro che nascosti: è come se ci ritrovassimo con un disco perduto dei Windir semplificato all’inverosimile. La maggior parte delle tracce si basa sugli stessi elementi citati sopra, oltre che una tendenza facile al breakdown. “The Endless Wait”, invece, è un brano più calmo e vicino al pop, con batteria in rimshot e arpeggi di chitarra in clean, mentre “Rebellious Bastard” include strofe più punk e “Cribs Hand” è una ballata in 6/8 con chitarra acustica chiaramente ispirata dagli Opeth degli anni 90. In tutti i casi, il growl di Ted, quasi identico a quello dal già citato Thomas Fischer, fa da padrone: a cantare veramente non ci prova neppure.

Un piccolo ascolto di 34 minuti che scorre via come niente, di certo non un tassello importante nella discografia di un gruppo già rodato come loro. Gli amanti dell’old school ne rimarranno molto perplessi; ascoltatori meno stereotipati potrebbero invece buttarci un orecchio e sperare nelle loro prossime pubblicazioni.

Etichetta: Indie Recordings

Anno: 2019

Tracklist: 01. Ghost War 02. Echoes from the Ancient Crucifix 03. Mausoleum 04. The Endless Wait 05. Ties of Blood 06. In the Flames 07. Rebellious Bastard 08. Cribs Hand

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