Sarke – Recensione: Bogefod

Il progetto di Thomas “Sarke” Bergli (Khold, Tulus), torna sul mercato discografico con “Bogefod”, la quarta fatica sulla lunga distanza. La band prosegue con orgoglio il suo revivalismo estremo, riprendendo il discorso esattamente dove si era interrotto con il precedente “Aruagint” (2013).

Non possiamo certo contare su elementi caratteristici o procedure originali. I Sarke puntano tutto sull’impatto emozionale, garantito dalle strutture cadenzate e dal flavour epico che il super gruppo norvegese perpetua con assoluta onestà d’intenti. “Bogefod” non deluderà certo la schiera di fan fedele al four-piece di Oslo, che ancora una volta manifesta la sua devozione ai Celtic Frost e ai Bathory, mentre il sinistro fantasma del proto-black dei primi anni’80, aleggia su tutto il lavoro.

Se vogliamo “Bogefod” assottiglia la vena thrash’n’roll (pur sempre presente, ad esempio in “Blood Of Men”, che pare uscita dalla penna dei Venom) accentuando invece la forma-canzone dell’epico/cadenzato, che ben incontra la natura di concept dell’album. Per la cronaca, il platter è ispirato alla saga islandese Eyrbyggja e narra di Torolv Bogefod, un sanguinario guerriero non-morto. La leggenda vive attraverso un sound d’antan che si esprime principalmente con granitici mid-tempos dove la sezione ritmica avanza tellurica e imponente (e non risparmia influenze che rimandano ai primi e più oscuri Candlemass e Cathedral) accompagnata dalla chitarra di Steinar Gundersen (ICS Vortex, Spiral Architect) che macina riff pesanti e ricorsivi decisamente adatti al contesto.

La voce di Nocturno Culto (Darkthrone), catarrosa e interpretativa, è sempre più distante dal diabolico screaming di un tempo ma di certo ottima ad esprimere la natura epica dei pezzi, tra cui spiccano “Barrow Of Torolv”, l’intensa “The Wicked Transient Sleep” e il “cadenzatone” “Sunken”, fiero ed aggressivo. Le tastiere di Anders Hunstad (El Caco), intervengono ad assicurare piccole e giuste dosi di atmosfera ai pezzi, ritagliandosi però un ampio cammeo in “Dawning”, una ballad acustica sui generis affidata alla voce femminile.

L’unica ma fondamentale qualità dei Sarke è saper suonare avvincenti nonostante le canzoni dalla struttura elementare e le idee prese in prestito ai prime movers della scena estrema. E anche questa volta, basta e avanza.

Sarke - Bogefod

Voto recensore
7
Etichetta: Indie Recordings

Anno: 2016

Tracklist: 01. Taken 02. Blood Of Men 03. Barrow Of Torolv 04. Alternation 05. The Wicked’s Transient Sleep 06. Burn 07. Dawning 08. Evil Heir 09. Sunken
Sito Web: https://www.facebook.com/sarkeofficial/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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