Sangreal – Recensione: Sangreal

Grazie a “Sangreal” si presenta una nuova stella nel firmamento dell’epic metal più ricercato ed elegante; parliamo dei Sangreal, supergruppo formato da Jahn Carlini (chitarra – Great Master), il cipriota Paris Lambrou (basso – ex Arrayan Path), il finlandese Matti Auerkallio (batteria- attivo in numerose band fra cui Utimatium), Francesco Russo (chitarra – ex Shadows Of Steel ed ex Desecrate), Alessandro Battini (tastiere – Dark Horizon) e Gabriel Grilli (voce – ex Doomsword).

Il sound dei nostri, che nasce dall’intuizione del leader dei Great Master, viene definito dalla band come Sacred Epic Metal e fin dal primo ascolto sono evidenti i riferimenti a cui rifarsi sia per quanto riguarda la musica che l’attenzione per i testi. I nostri si pongono nell’alveo creativo dei melodici Warlord aggiungendo maggior complessità ed elaborazione che ricorda i nostrani Martiria ed un tocco più cupo vicino ai Crown Of Autumn e ancor di più, per certi brani, ai Magnifiqat.

Le tematiche trattate dai testi delle canzoni sono particolarmente interessanti e denotano un approfondimento culturale importante. Ad un primo ascolto potremmo erroneamente inserire i Sangreal nel movimento christian metal ma, nonostante i temi trattati, l’approccio è più storico o didascalico e mai con intento evangelizzatore.

Chiaramente, come si intuisce dai titoli dei brani, la Bibbia (sia Nuovo che Vecchio Testamento) è al centro delle tematiche trattate dai nostri; “Samarithan” ripropone la parabola del buon samaritano e con il suo incedere lento ed ondivago ci fa intendere fin da subito che questo CD non rientra nel calderone degli ascolti banali o immediati.

Ancora legati alla Sacra Bibbia sono poi la cadenzata e orientaleggiante “The Prophet” che parla dei profeta Elia con riferimento al libro di Malachia (pezzo fra i più riusciti), la melodica “Vision And Life” (che invece si rifà al Ezechiele 17. 23-24) ed infine la suadente “I am That I am”, meraviglioso brano ispirato da Esodo 3. 13-15. Il primo pezzo citato pone al centro dell’attenzione una ritmica suadente ed ipnotica mentre il secondo è uno dei brani più immediati e di gran pregio e pone sugli scudi sia il lavoro alle tastiere di Alessandro Battini che l’nterpretazione al microfono di Gabriel Grilli.

Canzoni sempre legate alla religione cristiana sono “Martyr”, drammatica e sostenuta (ottima prova del bassista Paris Lambrou e del batterista Matti Auerkallio) ed ancora il lento acustico “Arise Today” con Carlini davvero emozionante alla chitarra.

Non mancano altre sorprese e forse la migliore arriva da “Anime Prave”, brano davvero superbo (ricorda non poco i Magnifiqat) che nel suo incedere maestoso e mellifluo pone sotto i riflettori l’Inferno di Dante (Canto III), in particolare la figura e del ruolo di Caronte, traghettatore delle anime. Il ritornello, in italiano, è uno dei picchi assoluto di questo formidabile CD: “Guai a voi anime prave! / Non ispirate mai veder lo cielo / i’ vegno per menarvi a l’altra riva / ne le tenebre etterne, in caldo e ‘n gelo”.

La mistica “Ring of Shelomoh” (brano con ancora chiatarra e tastiere in gran spolvero e notevoli aperture melodiche in bridge più chorus) e il significato più profondo della ricerca del Gral in “The Quest Of The Holy Grail” (stupendo pezzo epico caratterizzato da una chitarra elettrica più sostenuta) concludono un debutto eccellente che merita, se amate l’epic metal, tutta la vostra attenzione ed il vostro supporto.

Etichetta: Underground Symphony

Anno: 2019

Tracklist: 01. Samarithan 02. The Prophet 03. Anime Prave 04. Ring of Shelomoh 05. Vision And Life 06. Martyr 07. I am That I am 08. The Quest Of The Holy Grail 09. Arise Today

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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