Midnight – Recensione: Sakada

Una sorpresa il ritorno sulle scene del grande Midnight, indimenticato interprete di una delle più notevoli band che il metal abbia mai prodotto, i Crimson Glory. Una sorpresa, sia perché dopo tanti anni anche i più fedeli avevano perso la speranza di riascoltare la sua voce su di un intero album di materiale inedito, sia perché il genere che il nostro ha scelto di proporre è decisamente molto lontano dal metal classico e raffinato che lo ha reso celebre. ‘Sakada’ percorre sentieri emozionali vicini al rock cantautorale (Dylan, Waits, Cave…) e alla musica etnica (Plant solista), con sfumature più dure mutuate certamente dall’hard settantiano (Led Zeppelin della seconda parte della carriera soprattutto). Una sorta di evoluzione intimista di quello che Midnight aveva già dimostrato di amare con un lavoro come ‘Strange And Beautiful’. Difficile quindi giudicare con il ‘cuore di metallo’, ma sicuramente in senso più generale le composizioni qui raccolte hanno la scintilla della creatività che genera emozione. Ci sentiamo perciò di sostenere la scelta di chi rischia di non essere compreso pur cantando quello in cui più crede. Quello che lascia perplessi è però la qualità del prodotto finito: troppo grezzo, avaro di arrangiamenti e penalizzante nella produzione per un’opera che avrebbe la sua compiutezza solo in una perfezione formale che ne potesse valorizzare a pieno le sfumature e la forte sensibilità. Una pecca questa che fatichiamo a perdonare in tempi in cui anche le demo-band riescono a produrre registrazioni competitive e curate nei particolari. Contenti… ma solo a metà.

L’intervista a Midnight

Voto recensore
6
Etichetta: Black Lotus / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist: 01. Incubus
02. Berber trails
03. Cat song
04. Little Mary Sunshine
05. Miss Katie
06. War
07. Lost boy
08. Pain
09. Sakada

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