Black Wings – Recensione: Sacred Shiver

Avere vent’anni e realizzare un disco del genere non è una cosa da poco. I ferraresi Black Wings in formazione attuale hanno un solo componente che passa i trenta, ed è l’ultimo aggiunto, in seguito all’abbandono da parte del chitarrista e del tastierista (due membri fondatori, fra l’altro), ma “Sacred Shiver”, che ha destato l’attenzione di un nome di rilievo come quello della Underground Symphony, è stato registrato anche con loro.

Il power – prog suonato da questo quintetto con le facce pulite è in un certo senso un atto di coraggio, per un genere che da diverso tempo versa in uno stato difficile e ristagnante, e che comunque ottiene in questo caso un buon risultato per quanto riguarda produzione e qualità tecniche dei suoi musicisti. I Black Wings non presentano soltanto brani in doppia cassa sparata a ritmi folli, né cavalcate epiche urlate su note a tonalità inimmaginabili, ma riescono a dosare questi elementi più semplici con parti strumentali complesse ed apprezzabili anche da chi non va pazzo per il power. Anche se alcuni brani, come “The Magic Of Dawn” e “Waiting The Time” presentano una struttura sostanzialmente classica, ci sono anche aspetti più interessanti. Due assoli di tastiera figurano rispettivamente in “Hiding The Moon” e in “Behind The Veil Of Mind”, e “No Chance To Get Back” è un piacevole brano con una prima parte semi acustica, riposante, ricollegabile un po’ allo stile del metal classico degli anni ’80, su cui si innesta poi un finale più pesante e più tipicamente power metal. Anche la maggior parte dei testi non si rifà a quelle storie che devono per forza essere ispirate a certi canoni tipici, ma esplorano ambiti a metà fra il sogno e il reale, a metà fra la narrazione e la riflessione filosofica. L’incipit di “Behind The Veil Of Mind”, poi, è davvero particolare: “Hi. I’m what is around your eyes, and crawls in the depth of your soul as a burning fire”. Auguriamoci quindi che fra gli estimatori del genere, che hanno spesso, purtroppo, la tendenza a rimanere ancorati a quei tre, quattro nomi importanti e a trascurare i gruppi emergenti, inizi a circolare il nome dei Black Wings come una delle promesse più importanti del panorama italiano attuale.

Voto recensore
7
Etichetta: Underground Symphony

Anno: 2008

Tracklist:

1. Sunset's Shades
2. Fire Tide
3. Hiding The Moon
4. Captive To Lies
5. Behind The Veil Of Mind
6. Way Down To The Ground
7. No Chance To Get Back
8. Waiting The Time
9. The Magic Of Dawn
10. Sacred Shiver
11. Tarot Woman


anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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