And One – Recensione: S.T.O.P.

Ritrovare Steve Naghavi e la sua band è come incontrare un gruppo di vecchi amici. Sai bene ciò che avranno da dirti ma in fondo la loro prevedibilità è una sicurezza. Ed una sicurezza è naturalmente il nuovo album “S.T.O.P.” un platter che ribadisce lo stile e l’eleganza di una band attiva dal 1989 e appartenente alla prima generazione della EBM. Scordatevi per tanto ritmi troppo enfatici e caciaroni, gli And One sono soprattutto eleganti e flirtano con melodie assimilabili, questo sì, ma altrettanto garbate. L’ascolto di “S.T.O.P.” scorre senza cali di tensione, a partire dall’opener “Shouts Of Joy”, un brano efficace e dotato di un ottimo refrain che, con un pizzico di autocelebrazione, è perfetto per sintetizzare la natura del gruppo e siamo certi che saprà imporsi soprattutto nella dimensione live. La delicata melodia portante di “You Without A Me” a “Aigua” sottolineano invece i momenti più introspettivi del platter, ricorrendo anche a chiare contaminazioni pop, senza però scadere nel posticcio o nell’eccesso. Il finale dell’album si sposta su coordinate lievemente più muscolari, con “Everybody Dies Tonight” e “The End Of Your Life”, con intriganti ritmi da clubbing e la partecipazione di Douglas McCarthy dai Nitzer Ebb, ospite di lusso assieme ad Eskil Simonsson (Covenant). Senza uscire dal proprio seminato, gli And One si confermano una realtà con pochi rivali nell’ambito dell’elettronica alternativa.

Voto recensore
7
Etichetta: Synthetic Symphony / Audioglobe

Anno: 2012

Tracklist:
01. Shouts Of Joy
02. Killing The Mercy
03. Memory
04. You Without A Me
05. Don't Get Me Wrong
06. Aigua
07. S.T.O.P. The Sun
08. The 4
09. Back Home
10. Everybody Dies Tonight
11. The End Of Your Life (Feat. Douglas McCarthy)
12. No Words

Sito Web: www.andone.de

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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