Zeno Roth – Recensione: Runway To The Gods

Dopo 8 anni dal precedente ‘Listen To The Light’ ritorna Zeno Roth, accompagnato in questo nuovo album dal cantante Michael Bormann (Jaded Heart), che garantisce buona sostanza, anche se non ci troviamo all’altezza di sua maestà Tommy Heart. Anche a livello compositivo, ci troviamo su livelli buoni ma non eccelsi: la proposta viaggia come sempre a mezza strada tra AOR e rock sinfonico, ma manca quella scintilla di genialità che aveva caratterizzato il capolavoro ‘Zenology’ e, in parte, anche gli altri episodi targati Zeno.

Dopo un trittico d’avvio a dir la verità piuttosto ordinario, si impone l’intensissima e vibrante ‘Shades Of Blue’. C’è spazio per l’emozionante intermezzo strumentale di ‘Sogno Di Angelo’, con Zeno che riarrangia Mascagni, e per altri pezzi di buon gusto ma nulla più, fino alla toccante ‘Do You Feel The Time’, che arriva giusto in tempo per riportare in alto questo ‘Runway To The Gods’. Quanto alle prestazioni dei singoli, nulla da eccepire sull’esecuzione di Zeno Roth, che si occupa di tutti gli strumenti, e niente da appuntare nemmeno a Bormann. E’ piuttosto la passione quella che manca in qualche frangente, mentre forse il lato meno convincente è quello della produzione, che ci restituisce sonorità un po’ troppo datate. Per quanto si tratti sicuramente di una scelta, è una scelta che non funziona del tutto.

Un album buono, alla fine, senza particolari cadute e con un paio di acuti di gran classe, oltre al lavoro chitarristico di Zeno che garantisce quella marcia in più. I fan non rimarranno delusi, gli altri difficilmente ne saranno impressionati.

Voto recensore
7
Etichetta: MTM/Frontiers

Anno: 2006

Tracklist: 01. Fanfares Of Love
02. Climb The Sky
03. Land Of Illusion
04. Shades Of Blue
05. Runway To The Gods
06. Sogno Di Angelo (Mascagni arr. Zeno) (Instr.)
07. Refugees (Longing For Paradise)
08. I Feel - I Live
09. Purify (Pilgrims Of Remembrance)
10. Do You Feel The Time
11. Sunset Birds Flying Home (Celestial Touchdown) (Instr.)

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  1. Zen

    “Dopo un trittico d’avvio a dir la verità piuttosto ordinario”… mi sono fermato qui, avevo capito che non aveva senso continuare a leggere oltre questa bestemmia.

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