Running Wild – Recensione: Rapid Foray

Grazie all’uscita di “Rapid Foray” possiamo finalmente affermare che i Running Wild sono davvero tornati! Dopo la fine della storia della band annunciata del leader assoluto Rolf Kasparek (voce, chitarra e basso) ad inizio decennio infatti i nostri hanno sfornato ben tre album in quattro anni dando vita ad una delle reunion più prolifiche di sempre.

Se “Shadowmaker” (2012) era discreto ma con alcuni difetti e “Resilient” (2013) era un bel CD che già ci riproponeva ottime cose con il nuovo lavoro abbiamo finalmente un’opera che ci riporta al meglio del periodo della produzione del gruppo tedesco.

Rolf ha avuto molto più tempo del solito per comporre i nuovi pezzi e grazie anche all’aiuto dell’amico e seconda chitarrista Peter Jordan ha dato vita ad un CD con suoni più che buoni che riescono a differenziare ogni singola canzone donandole una personalità ben precisa.

Sottolineiamo che la batteria non è mai apparsa così “viva” e poco “programmata” (in sede di intervista Rock’n’Rolf ha affermato che diverse parti sono state suonare dal session live Michael Volpers)… almeno dai tempi di “Masquerade” (1995) e “The Rivalry” (1998). Anche il basso (sempre suonato da Rolf) acquisisce in questo lavoro ottimi spazi e non è relegato a semplice strumento di accompagnamento.

La caratteristica che poi colpisce positivamente fin dal primo approccio è l’estrema varietà compositiva che ricorda appunto l’apice della produzione dei nostri, da porre nella prima parte degli anni ’90.

Ci si imbatte infatti in ottime cavalcate come l’opener “Black Skies Red Flag” oppure “Into The West” o in anthem diretti ed affilati come “Black Bart”, “Stick to Your Guns” o la solida “Blood Moon Rising”.

Rolf convince anche quando accelera nella possente “Warmongers”, uno dei pezzi più tosti di sempre per la band.

Abbiamo poi finalmente il ritorno delle grandi suite con la conclusiva “Last Of The Mohicans”, ovviamente ispirata all’omonimo romanzo di James Fenimore Cooper; il brano propone una varietà strutturale che ricorda il capolavoro “Treasure Island”, basandosi quindi su cori estremamente efficaci ed un lavoro sui riff di chitarra che porta a sviluppare la melodia portante in modo sempre avvincente.

Novità per lo standard del gruppo è poi “By The Blood In Your Heart” una vera e propria epic song arricchita da cori profondi, dall’intervento di cornamuse e dal suono di un basso sempre ben presente.

Un’altra sorpresa è la strumentale “The Depth Of The Sea – Nautilus” (ispirata dai romanzi di Jules Verne ed in particolare dal personaggio del capitano Nemo) che propone un’evoluzione compositiva di tutto rispetto con spazio per tutti gli strumenti.

Dal punto di vista dei testi “Rapid Foray” è ancor più classica e propone lyric ispirate da romanzi avventurosi come “Last Of The Mohicans”, altre di pura fiction ispirata ai pirati come la title-track o “Black Skies Red Flag” o ancora l’epica conquista del west in “Into The West”. Non mancano riferimenti alla storia grazie alla presenza di “Black Bart” che racconta le vicende di un noto pirata gallese vissuto nel XVIII secolo.

Insomma possiamo concludere sottolineando come “Rapid Foray” sia esattamente l’album che i fan dei Running Wild si aspettavano e che ora potranno ascoltare all’infinito senza mai stancarsi!

Running WIld Cover Album 2016

Voto recensore
8,5
Etichetta: Steamhammer Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Black Skies, Red Flag (4:44) 02. Warmongers (4:29) 03. Stick To Your Guns (5:08) 04. Rapid Foray (4:47) 05. By The Blood In Your Heart (5:27) 06. The Depth Of The Sea - Nautilus (instrumental) (3:53) 07. Black Bart (5:06) 08. Hellestrified (4:22) 09. Blood Moon Rising (4:20) 10. Into The West (4:34) 11. Last Of The Mohicans (11:11)
Sito Web: http://www.running-wild.net/

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Teddy

    Grande Ritorno lo sto ascoltando e scorre che è una meraviglia

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  2. Alessandro Petrucci

    Chi ha scritto la recensione non ha mai ascoltato tutto quello che i Running Wild hanno fatto prima del 2012.

    Reply

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