Running Wild – Recensione: Blood On Blood

Rolf “Rock ‘n’ Rolf” Kasparek a volte e sempre di più, mi ricorda il più recente Yngwie Malmsteen. Artisti di un glorioso passato, che hanno deciso di andare avanti per la loro cocciuta e coerente strada, lasciando indietro ogni possibile idea di “band” o di consigli intelligenti su come dovrebbero suonare i loro nuovi dischi.

I Running Wild sono un progetto solista di Kasparek già da parecchi anni, e dietro al grande leader sopravvivono oscuri aiutanti-musicisti-mozzi, e quell’ormai celeberrimo suono plasticoso di batteria, che Rolf continua a sostenere sia “umano”, ma che viene messo in dubbio da molti. C’è da dire che, rispetto al suo collega svedese, questo “Blood On Blood”, capitolo in studio numero diciassette della leggenda dei Running Wild, suona perlomeno decentemente, con enfasi particolare su voce, cori e chitarre possenti e ringhiose.

Dopo il buon “Rapid Foray” del 2016, che vedeva un convincente ritorno alle mitiche sonorità piratesche, questo nuovo lavoro vuole essere una sorta di riassunto della carriera della band, alternando appunto, i consueti inni epici e marinareschi, a qualche episodio che rimanda direttamente a quell’hard rock melodico e festaiolo, tipico degli anni ottanta, e senza alcun tipo di idea nuova che sia fresca, oppure brillante. Per arrivare addirittura a “One Night, One Day” anthem-ballatona corale che è veramente difficile giudicare se sia grottesca, oppure se abbia un suo perverso fascino antico e folkeggiante. Ma gli intrecci strumentali in “The Shellback” sono evocativi e di grande suggestione, degni dei mentori Thin Lizzy.

Battute a parte, la penna di Kasparek sembra ancora abbastanza convincente, soprattutto quanto torna ai fasti di album come “Blazon Stone” o “Port Royal”, anche se non possiamo pretendere più di tanto. E’ evidente che siamo giunti ad una fase della carriera dei Running Wild, decisamente discendente, anche se ancora dignitosa. Manca certamente l’elemento grintoso e “power”, anche se la lunga e narrativa “The Iron Times” non annoia, e bisogna dire che, alla fine, “Blood On Blood” rimane un ascolto piacevole, ma effimero.  Poteva andare molto peggio, credetemi.

Etichetta: SPV / Steamhammer

Anno: 2021

Tracklist: 01. Blood On Blood 02. Wings Of Fire 03. Say Your Prayers 04. Diamonds & Pearls 05. Wild & Free 06. Crossing The Blades 07. One Night, One Day 08. The Shellback 09. Wild, Wild Nights 10. The Iron Times (1618 – 1648)
Sito Web: http://www.running-wild.net/

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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